sabato 27 dicembre 2008

I love shopping a New York di SOPHIE KINSELLA


Per Becky Bloomwood la vita non potrebbe essere migliore: ha un fidanzato che la adora e un entusiasmante lavoro come consulente di una trasmissione televisiva, e sta anche scrivendo il suo primo libro. E come se ciò non bastasse, le si offre la possibilità di trasferirsi a New York. E' l'occasione che aspettava da anni, l'inizio di una nuova vita, l'avverarsi di un sogno. Becky non sta più nella pelle: il Museo d'Arte Moderna, il Guggenheim... e soprattutto le mille luci sfavillanti dei negozi. Bloomingdale's, Tiffany, la Quinta Avenue: ovunque ci sono offerte sensazionali. Basta comprare solo quello che serve, questo è il suo motto. Certo che quando si tratta di un vero affare...


I love shopping a New York segna la conferma del talento umoristico di Sophie Kinsella, capace con il suo sguardo affettuoso e divertito di mettere a fuoco le nostre debolezze, svelare i nostri sogni segreti, e farci sentire un po' meglio.

mercoledì 24 dicembre 2008

martedì 23 dicembre 2008

I pilastri della terra di KEN FOLLETT


Un mistery, una storia d'amore, una grande rievocazione storica: in quella che è la sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell'Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e tradimenti, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Un grande romanzo che si sviluppa lungo più di quarant'anni di storia, i cui indimenticabili protagonisti sono vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale. Un capolavoro in cui Ken Follett si conferma indiscusso maestro del thriller.

giovedì 18 dicembre 2008

Al mio amore immortale

A letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mio amore immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell'attesa che il destino esaudisca i nostri desideri - posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti.

Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri

mercoledì 17 dicembre 2008

Non è mai un errore

Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore,
non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino
Anche solo per lo spazio di un mattino.
Se hai sbagliato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello guardarti e tenerti per mano
O anche solo immaginarti da lontano
E se hai mentito è uguale ora lasciami andare
Ma se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello sentirti, rimanerti vicino
Anche solo per lo spazio di un mattino
E se hai mentito è uguale ma ora lasciami andare
Se hai amato l’ amore non sarà mai l’ errore
E’ stato bello seguirti, rimanerti vicino
anche solo per lo spazio di un mattino.

lunedì 15 dicembre 2008

Io posso dire la mia sugli uomini

Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c'è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare
questa faccia che va bene già com'è
guardo in faccia il sole
fino a lacrimare
fino a che si vedrà
chi per primo abbassa gli occhi
le mie amiche sono amare
se si parla un po' d'amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa
io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò
qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c'è
le risate, le sirene,le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene già com'è
e profumi e odorisono un po' più veri
fino a che si vedrà
chi per primo abbassa il cuore
le mie amiche sanno stare
dalla parte dell'amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa
io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò
qualche giorno è sempre meglio
guardo avanti e non mi sbaglio
so precisamente cosa c'è per me
e posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò

giovedì 4 dicembre 2008

Humans

pay my respects to grace and virtue
send my condolences to good
give my regards to soul and romance
they always did the best they could
and so long to devotion, you taught me everything I know
wave good bye, wish me well

you gotta let me go
are we human or are we dancer?
my sign is vital, my hands are cold
and I’m on my knees looking for the answer
are we human or are we dancer?

mercoledì 3 dicembre 2008

Bolt - Un eroe a quattro zampe

Il vasto, inesauribile universo dei supereroi è ormai popolato da ogni genere di creatura, dotata dei più straordinari poteri o, in mancanza di essi, di una particolare intelligenza o abilità di combattimento: c'è chi si allunga, chi può rendersi invisibile, chi ha il potere di rigenerarsi, di viaggiare nel tempo, di controllare la forma e il movimento dei metalli. C'è persino chi è giunto sulla terra da un'altra dimensione, eppure un supereroe che, tra le sue abilità, può annoverare il Super Latrato non lo avevamo ancora visto. Naturalmente un siffatto essere non può che appartenere alla specie canina: si tratta infatti di un simpatico cucciolo, Bolt, la cui missione è quella di proteggere l'amata padroncina Penny da una temibile organizzazione criminale capeggiata dal malvagio Dottor Calico, meglio conosciuto come "l'uomo dall'occhio verde", responsabile, tra le altre cose, del rapimento del di lei padre. La titanica lotta tra i due beniamini e i famigerati antagonisti prosegue da tempo senza esclusione di colpi, in un instabile equilibrio che permette da una parte a Bolt di sfoderare con sempre più padronanza le sue strabilianti abilità, e dall'altro ai cattivi di escogitare ogni volta nuove rocambolesche maniere di farla franca. Sembra proprio la trama di un film, vero? Eppure, dopo le prime scene, si scoprirà che questa non è affatto la trama del film Bolt - Un eroe a quattro zampe, prodotto dalla Disney per gli abitanti della Terra, ma quella del telefilm Bolt, ad uso e consumo degli abitanti del grande schermo, e che il protagonista a quattro zampe altro non è che un normalissimo cane che, insieme alla sua amica umana, fa sognare ad occhi aperti milioni di telespettatori. Anche se, per Bolt, la realtà è la stessa che avevamo immaginato nei primi minuti: è infatti convinto di possedere poteri strabilianti, che annoverano, oltre al già citato Super Latrato, anche una forza eccezionale e la possibilità di sciogliere il metallo con lo sguardo. Ci vorrà una serie di (s)fortunate coincidenze a fargli aprire gli occhi, seppur faticosamente, sulla realtà dei fatti: trasportato da Hollywood a New York per errore, catapultato in un mondo che crede essere lo stesso in cui Penny è stata rapita, ma che invece è quello in cui la produzione gli ha già trovato un sostituto onde non interrompere le riprese della serie, farà la conoscenza di una gatta randagia, Mittens, e di un criceto suo sfegatato fan, Rhino, insieme ai quali si farà strada nelle nuove problematiche, ma anche nelle bellezze, che la sua condizione di animale normale comporta. Scopriremo, insieme a Bolt, le difficoltà di chi, per la prima volta, deve fare i conti con la scomparsa delle certezze che avevano fatto da baluardo ad un'esistenza intera, e vivremo lo sconforto di chi non sa che direzione far prendere a quello che rimane della propria vita e di se stesso, aldilà delle illusioni a cui non può più aggrapparsi. Nonostante la sua forma canina, Bolt è molto umano nelle proprie reazioni: proprio come la nostra natura vuole, gli è difficile abbandonare le proprie convinzioni, anche aldilà di ogni ragionevole dubbio, ma sarà allo stesso tempo capace di trovare in se stesso, e nell'affetto dei suoi nuovi amici, le risorse per combattere per ciò a cui veramente tiene. Ma il piccolo protagonista non sarà l'unico a compiere un grosso lavoro su se stesso: anche la cinica e disincantata Mittens, che si è adattata a ricoprire il ruolo del mafioso locale con gli inermi piccioni del quartiere, dopo aver chiarito il malinteso che la voleva al soldo del malefico Dottor Calico saprà trovare in Bolt un amico fidato, capace di risvegliare in lei il desiderio di affetto che è comune a tutti gli esseri senzienti e che, nonostante tutte le amarezze a cui la vita ci costringe, ci impedisce di rassegnarci ad un'esistenza di solitudine. Certo quella di Bolt e Mittens è un'evoluzione prevedibile in una pellicola destinata ad un pubblico di giovanissimi, eppure la simpatia dei personaggi e la loro caratterizzazione, fondata si su numerosi stilemi (la fedeltà e la generosità del cane, l'indipendenza e l'individualismo del gatto), ma stemperati dallo strano modo in cui le rispettive vicissitudini hanno segnato i due amici, fanno sì che la relativa scontatezza delle situazioni passi in secondo piano, anche grazie ai divertenti comprimari, che ancora una volta si dimostrano uno degli elementi vincenti delle recenti pellicole di animazione. Piacevole ed interessante è anche l'ottica parodistica in cui è descritto il mondo dello star system, tra responsabili del network interessati solo all'audience, manager avvoltoi il cui arrivismo è fin troppo semplice da smascherare, per arrivare al prodotto vero e proprio, che per corrispondere alle logiche del mercato esaspera i propri contenuti fino al parossismo. La resa visiva della pellicola è senz'altro accattivante: da una parte il character design riesce a trasporre la credibilità della mimica facciale senza doversi ridurre ad una pedissequa copia della realtà, dall'altra le animazioni e gli effetti si assestano su livelli decisamente convincenti. Inoltre, il film sarà proiettato anche in 3-D, una strada che la Disney ha intenzione di percorrere anche con le proprie future produzioni. Dopo i recenti fasti di Wall·E, il mondo dell'animazione si dimostra ancora una volta in grado di proporci una vicenda capace di parlare non soltanto ai piccoli ma anche al pubblico più adulto, ricordandoci che, nonostante possa rivelarsi doloroso, è soltanto comprendendo la nostra natura, cercando di far tesoro dei nostri pregi e di limare i nostri ineliminabili difetti, accettando i nostri limiti ma anche impegnandoci per superarli, che possiamo vivere una vita autentica, in cui poterci dire finalmente liberi. Perchè, per quanto possa sembrare bello essere eroi in un universo costruito a nostro uso e consumo, sapere di essere amati da qualcuno per come si è davvero è tutta un'altra storia.

lunedì 24 novembre 2008

Tutti al Giglio, c'è l'Italia


Al Giglio venticinquemila posti per il test-match della Nazionale. Non capitava da quell’Italia-Lituania del “secolo” scorso che una “vera” Nazionale – erano gli azzurri del calcio – disputasse una “vera” partita al Giglio. Sabato 22/11/2008 alle ore 15.00 è toccato all’Italrugby impegnata nel terzo ed ultimo collaudo (dopo quelli, in rapida successione, all’Euganeo di Padova e all’Olimpico di Torino) prima del torneo delle Sei Nazioni. Parisse e compagni hanno sfidato i Pacific Islanders, un concentrato agonistico di alcuni arcipelaghi dell’Oceania che per una settimana ha fatto base a Correggio. I Pacific Islanders intraprendono ogni anno una tournèe in Europa riscuotendo sempre un grandissimo interesse: basti pensare che per la loro partita in Inghilterra che ha preceduto il test match con gli azzurri i biglietti erano già esauriti. L’ultimo allenamento l’Italia l’ha sostenuto venerdì mattina al Giglio, poi dopo pranzo è toccato ai Pacific Islanders (la selezione di Fiji, Tonga e Samoa) prendere confidenza con il terreno dello stadio cittadino. Le porte da calcio sono state rimosse (anzi, segate) per far posto a quelle del rugby. Ovviamente non è potuto mancare il Terzo Tempo, il tradizionale dopo partita che ha accomunato i giocatori dell’Italrugby, gli Islanders, i rispettivi staff, gli addetti ai lavori ed i semplici sportivi in una vera e propria liturgia dell’amicizia che è uno dei valori aggiunti di questo affascinante sport. Gli stand allestiti davanti alla tribuna hanno servito a pieno ritmo, anche prima del match, birra e alimenti, musica con deejay, spazi commerciali con il merchandising azzurro e non soltanto. Inoltre su un maxischermo era possibile assistere agli altri due test-match internazionali in programma al pomeriggio. Una vera e propria full-immersion nel rugby, insomma. E anche se non abbiamo vinto, ci siamo divertiti davvero tanto.

domenica 23 novembre 2008

Twilight


Quando Isabella Swan decide di lasciare l'assolata Phoenix per la fredda e piovosa cittadina di Forks, dovev vive suo padre, non immagina certo che la sua vita da teenager conoscerà presto una svolta improvvisa, eccitante e mortalmente pericolosa... Nella nuova scuola tutti sono incuriositi da lei e la trattano con gentilezza, tutti tranne uno: il misterioso e bellissimo Edward Cullen. Edward non da confidenza a nessuno, frequenta soltanto i suoi cugini e fratelli, tutti ugualmente belli e affascinanti. Ma c'è qualcosa in Bella che costringe Edward dapprima a cercare di stare lontano da lei e quindi ad avvicinarla. Tra i due inizia un'amicizia sospettosa che man mano si trasforma in un'attrazione potente, irresistibile. Fino al giorno in cui Edward rivela a Bella di essere un vampiro...
La regista di Thirteen Catherine Hardwicke e la sua squadra portano sullo schermo il primo dei best-sellers di Stephenie Meyer dedicati ad un mito imperituro per definizione. Dopo che Coppola l’aveva condotto in città, rendendolo ad un tratto moderno, Twilight riporta il vampiro nella natura, nei meravigliosi panorami dell’Olympic Rain Forest, ricollocando il desiderio primordiale in una sorta di giardino edenico in cui c’è già la colpa ma non c’è ancora il peccato. Edward e Bella hanno diciassette anni e non potrebbero avere un’altra età. Sono sulla soglia -simbolica- della maturità, sul confine tra il mondo della fantasia e quello della realtà. “Non può essere vero”, dice lei. “Nel mio mondo lo è”, risponde lui. Adolescente solitaria, Bella vive già di suo in un mondo a parte, in cui probabilmente sogna quello che non ha: una famiglia allargata ed unita come i Cullen, per esempio, che “sembravano usciti da un film”, dice il romanzo; un amore a cui aggrapparsi (letteralmente); un innamorato che abbia il coraggio di mostrarsi per quel che è, ovvero un essere goffo e coraggioso, e che sappia trattenersi (sessualmente) al di qua della soglia. Film di ragazzi per i ragazzi, Twilight ha i dialoghi sciocchini del primo amore, ma anche la sua inquietudine e la sua tenerezza. Tutto ciò che è orrorifico resta fuori scena, perché è con gli occhi dell’innamorata che Bella guarda il mostro e, al suo posto, vede un viso iridescente, da star del glam rock, un essere di luce ben più angelico che demoniaco. Sulle note dei Muse, Robert Pattinson appare a questo punto l’interprete ideale per Edward, gotico e imberbe; un corpo che non ha più nulla della bestia se non la Bella: Kristen Stewart, protagonista assoluta. Totalmente laicizzato e americanizzato (il baseball in salsa quidditch, il ballo di fine anno), il vampiro è ridotto al suo nucleo ultimo di incarnazione del desiderio esasperato dal veto; la dicotomia luce-ombra sostituita da un grigiore umido e indistinto, in linea con la malinconia dei protagonisti e la loro età di passaggio; l’espressionismo ricacciato al museo del cinema, per far posto al trionfo del romanticismo.

"E così il leone si innamorò dell'agnello".
"Che agnello stupido".
"Che leone pazzo e masochista".

mercoledì 19 novembre 2008

Che agitazione!

Sto passando questa settimana all'insegna dell'agitazione! E i motivi sono due:


Venerdì uscirà in tutte le sale TWILIGHT! E forse non ci crederete, ma per un brevissimo istante ho avuto il posto prenotato per vedere il film, in ben 2 cinema diversi! Anzi, visto che gli orari erano differenti, forse potevo suggerire alla mia amica di mantenerli tutti e due e fare due visioni!







L'altro motivo è questo:























Mirco Bermasco (foto a sinistra) e suo fratello Mauro Bergamasco (foto a destra). Da non credere che sabato 22/11/2008 nella "ridente" Reggio Emilia City, ci sarà il test match contro i Pacific Islander... non vi dico il mio stato d'agitazione quando vedrò questi due uomini scendere in campo (anche se la mia preferenza va tutta a Mirco)... Penso che se non mi tira l'infarto qui, scampo 100 anni!! (per finire in bellezza vi offro una delle mie foto preferite dei due Bergabrothers...attendo commenti!!)

martedì 11 novembre 2008

Il cielo ha una porta sola

E non è per farti fretta e non è per la distanza tutto vivo e vive senza te
io ti scrivo per sentire io ti scrivo senza tempo potrei anche non ricevere che
quello che io sento di te è forte quello che io sento di te è sempre che tu...
mi piaci... tu mi dici non sono in grado di amarti lì che tempo fa tu sarai già
al mare prenditi il tuo tempo e non sentirti in colpa mai la volontà decide
ancora tu mi piaci tu mi dici il cielo ha una porta sola tu mi piaci tu mi dici
il cielo ha una porta sola,aprila,aprila.

sabato 8 novembre 2008

Breaking dawn di STEPHENIE MEYER


Per Bella Swan essere innamorata di un vampiro è allo stesso tempo un sogno a occhi aperti e il peggiore degli incubi, un intreccio di sensazioni che si alternano e le lacerano l'anima.

La passione per Edward Cullen la spinge verso un destino soprannaturale, mentre il profondo legame con Jacob Black la riporta invece indietro, nel mondo terreno. Bella ha alle spalle un anno difficile, pieno di perdite, di conflitti, di tentazioni contraddittorie. Ora è al bivio decisivo: entrare nello sconosciuto mondo degli immortali, o continuare a condurre un'esistenza umana. Dalla sua scelta, dipenderà l'esito del conflitto tra il clan dei vampiri e quello dei licantropi.

Eppure, ora che Bella ha preso la sua decisione, sta per scatenarsi una sorprendente catena di eventi che cambieranno per sempre la vita di tutti coloro che la circondano. Ma quando il tempo a sua disposizione sembrerà essere esaurito, e la strada da prendere già stabilita, Bella - dolce e timida in Twilight, sensuale e inquieta in New Moon ed Eclipse - andrà incontro a un futuro dal quale non potrà più tornare indietro.

Breaking Dawn, il capitolo conclusivo della saga di Twlight, svela finalmente segreti e misteri di questa incantevole epopea romantica che ha entusiasmato milioni di lettori in tutto il mondo.
"Non temere", mormorai. "Noi ci apparteniamo."
Fui immediatamente travolta dalla verita delle mie stesse parole.
Quel momento era così perfetto, così giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne. Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui. Era come se ogni terminazione nervosa del mio corpo sprizzasse elettricità.
"Per sempre", aggiunge Edward.

giovedì 6 novembre 2008

High School Musical 3 - Senior Year

Alla East High School fervono i preparativi per il musical di primavera che per alcuni chiuderà l'anno scolastico e per altri l'intera stagione liceale. In attesa di prendere l'agognato diploma, i Wildcats si interrogano su quale sarà il loro futuro fuori dalle familiari e sicure aule della scuola che li ha visti crescere. Se Gabriella ha già scelto la Stanford University, Troy è combattuto tra il dovere di frequentare l'Università locale che il padre ha selezionato per lui - e che gli permetterebbe di continuare a giocare in squadra con l'amico del cuore Chad - e il desiderio di conciliare il basket con il teatro. Rimanere nel New Mexico vorrebbe anche dire separarsi da Gabriella. Nel frattempo la signora Darbus, l'insegnante di teatro, ha comunicato ai suoi alunni che al musical di primavera saranno presenti due selezionatori della Juilliard per individuare tra i partecipanti il candidato all'unica borsa di studio messa in palio dalla prestigiosa scuola d'arte di New York. Inizia con un'apparente sconfitta l'atto terzo di High School Musical. I Wildcats, impegnati nella finale di basket, sono sotto di parecchi punti e hanno solo il 4° quarto per conquistare la vittoria. "Ora o mai più" è il canto di incitamento che permetterà alla squadra di ribaltare il risultato un attimo prima dello scadere del tempo. Il messaggio del musical della Disney che debutta sul grande schermo dopo aver superato a pieni voti l'esame televisivo, è contenuto negli ultimi minuti di una partita che mette in chiaro anche l'orientamento del film. I passi coreografati in campo sottraggono il musical al palcoscenico in un lavoro di rinnovamento che utilizza stili di danza moderni (ma non acrobatici come ci aveva abituati un certo cinema di ultima generazione) e graziose canzoni pop facilmente assimilabili. Sebbene il trillo della campanella riporti alla memoria i tempi di Saranno famosi (la serie televisiva ispirata al film), i ragazzi della East High School non sono costretti a lunghe e faticose lezioni, non si devono applicare in plié, attitude o arabesque, non indossano tutù né conchiglie e vivono in una bolla di sapone dove l'unico dramma è rappresentato dall'imminente separazione e dalla paura di sbagliare. Anche gran parte dei balletti prima di venire allestiti sul palco del musical di primavera si sviluppano in una dimensione fantastica e patinata. Considerato che si tratta di un prodotto della Disney rivolto a giovani e giovanissimi (adolescenti nell'età dei primi amori ma anche bambini che si affrettano a chiudere gli occhi di fronte al più casto dei baci), High School Musical 3 non tradisce le aspettative. Al contrario regala cento minuti di sano intrattenimento al ritmo delle buone prove di ballo e recitazione degli ormai celebri protagonisti che non mancano di salutare il loro pubblico con uno sguardo velato e commosso.

mercoledì 5 novembre 2008

YES, WE CAN!


Pare che un po' di sale in zucca sia entrato nelle teste degli americani...che per una volta sembrano aver fatto la scelta giusta...

venerdì 31 ottobre 2008

Trick or treat?


Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra il 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all'inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.
In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e Fuin[senza fonte]). A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal "sacro falò" curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti (Tir na n'Og) si assottigliava ed i vivi potevano accedervi .
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treating.
Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.
Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?" ("Trick or treat" nella versione inglese). Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.
Infine,il nome "Halloween" deriva da "All Hallows Eve",che vuole dire appunto "Vigilia di tutti i santi", perciò "Vigilia della festa di tutti i santi", festa che ricorre, appunto, il 1° di novembre.
Il cristianesimo, come già la dominazione romana, tentò di incorporare le vecchie festività pagane dando loro una connotazione compatibile con il suo messaggio.
Papa Bonifacio IV istituì la festa di tutti i santi; nella festa, istituita il 13 maggio 610 e celebrata ogni anno in quello stesso giorno, venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date. Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti). Per questo nei paesi di lingua inglese la festa divenne Hallowmas, che significa "messa in onore dei santi"; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale, Halloween.
Si ebbe, inoltre, una recrudescenza di proibizionismo dal 1630 al 1640, quando la chiesa cattolica fece in modo di far sopprimere ogni festa di tipo pagano legata a questa ricorrenza.

Negli Stati Uniti le diverse tradizioni legate alla festa d'Ognissanti confluirono, fino ad arrivare alle consuete moderne celebrazioni.
Inizialmente era una festa regionale, le cui caratteristiche erano legate alle culture degli immigrati ed alla fede religiosa personale.
In epoca vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, negli Stati Uniti, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa.
Già nel 1910 le fabbriche statunitensi producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa. Prende in questo periodo la connotazione di "notte degli scherzi" o "notte del diavolo", durante la quale ci si abbandonava all'anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l'annullamento della festività.
Con la seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.
Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. Alimentarono l'affare con storie di lamette nei dolci e avvelenamenti di caramelle fatte in casa, inducendo gli americani a volgersi verso dolci preconfezionati.[senza fonte]
Nella nota serie I Simpson, molte puntate sono dedicate ad Halloween, sotto il nome (in italiano) di La paura fa novanta.
È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.
Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, oggi si pensa che queste vaghino nell'oscurità della notte per rivendicare la loro morte (abbigliate in maniera più o meno orrenda) e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween, quando quest'ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro normale paranormalità. L'usanza è tipicamente statunitense, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna, dell'alto Lazio[senza fonte] e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo.[1] Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d' oltreoceano, nel paese di Pattada si incidono le zucche e all' interno viene accesa una candela, in altri paesi si svolge il rito delle "Is Animeddas" (Le Streghe), del "Su bene 'e is animas", o del “su mortu mortu”, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.
La leggenda narra anche di un ragazzo, "Jack",il quale compiva solo atti malvagi,che, quando morì, divento' un fantasma vagando con una lanterna ricavata da una zucca illuminata.

mercoledì 29 ottobre 2008

La Mummia - La tomba dell'imperatore dragone

La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa e anche la vita avventurosa di Rick O'Connell e della consorte Evelyn sembra ormai essersi acquietata nella routine quotidiana di un sontuoso palazzo. Ma non è così perché il passato torna a incrociare la loro strada. Nell'antichità infatti il potente imperatore cinese Han aveva cercato di raggiungere l'immortalità grazie alle arti della strega Zi Juan. Ne aveva però tradito le aspettative amorose nei confronti di un suo generale ed era stato inesorabilmente punito. Trasformato insieme al suo esercito in statue di terracotta, Han è rimasto in attesa di un ritorno che viene puntualmente causato dagli O'Connell i quali si recano a Shanghai (siamo nel 1947) per restituire ai cinesi l'Occhio di Shangri La che è giustappunto ciò che occorre (ma loro non lo sanno) per risvegliare il terribile monarca. Per di più il loro figlio Alex, ormai cresciuto e con il virus dell'archeologia nel sangue, si trova proprio da quelle parti. Dopo il primo film del 1999 e il 'ritorno' del 2001 (tenendo conto anche dello spin-off Il Re Scorpione del 2002) sembrava che fossero passati ormai troppi anni perché gli O'Connell facessero ritorno sul grande schermo. Invece rieccoli qua. Rick ha cambiato moglie (Maria Bello, che ha preso il posto di Rachel Weisz nel ruolo di Evelyn) ma per contratto non se ne deve accorgere. Per il resto tutto procede come prima. Il che ha molto irritato la critica made in Usa che si è affrettata a offrire un bel pollice verso al film. Reazione che ci sembra piuttosto ingenerosa se si considera che questo terzo episodio 'mummiesco' non solo si allontana finalmente dall'Egitto (avvalendosi così delle prestazioni di importanti interpreti cinesi come Jet Li, Isabella Leong e Michelle Yeoh) ma, col cambio della guardia alla regia, che vede l'ingresso di Rob Cohen (The Fast and the Furious) il ritmo è aumentato. Certamente per chi non ama il Luna Park cinematografico in cui si passa dall'Antica Cina all'oggi per poi volare verso l'incontro con gli Yeti finendo per scontrarsi con un drago a tre teste mentre scheletri guerreschi sono in rivolta questo non è sicuramente il film adatto. Chi vuole invece sfruttare l'ottovolante ad alta velocità degli effetti speciali con qualche inserto di autoironia può passare alla cassa, acquistare il biglietto e allacciare la cintura. Il divertimento, nella ripetitività della formula di base, è assicurato anche se adesso la saga può tranquillamente concludersi.

giovedì 23 ottobre 2008

High School Musical 2 - ...il delirio continua...

Alla East High School ha suonato l'ultima campanella dell'anno scolastico. I ragazzi devono trovare un lavoro estivo e quando a Troy viene offerto un impiego presso un esclusivo club sportivo, accetta a patto che anche i suoi amici vengano presi. Il capitano dei Wildcats non sa però che il Lava Springs è di proprietà della famiglia di Sharpay e che la compagna di scuola ha personalmente richiesto il suo ingaggio per poter passare l'estate con lui. All'arrivo di tutta la banda e alla vista di Gabriella, Sharpay decide di rendere i giorni dei Wildcats al club insostenibili, sperando di poter rimanere da sola con Troy. Ma le cose non andranno come pianificato. Fuori dal contesto scolastico i protagonisti di High School Musical devono affrontare il mondo degli adulti con annesse e connesse responsabilità e delusioni. Se da una parte l'atto secondo prende in considerazione il futuro dei ragazzi e il peso della scelta (anticipando di un anno il tema del terzo capitolo), dall'altra riflette su come la crescita e la volontà di affermarsi possano mettere in crisi amicizie e amori. Finito, per volere di Sharpay, nelle grazie del signor Evans e ottenuta una promozione all'interno del club, Troy ha la possibilità di mostrare il suo talento come giocatore di basket ma per farlo deve scendere a compromessi. Accettando di cantare con la perfida e capricciosa compagna di scuola al musical organizzato dal Lava Springs deve decidere se abbandonare amici e fidanzata al loro destino o se trovare una soluzione che metta d'accordo ragione e sentimento. High School Musical 2 è perciò un inno ai valori dell'amicizia e alla redenzione che attraverso la musica e il ballo scioglie gelosie e rancori. Il regista Kenny Ortega, ormai completamente a suo agio dentro e fuori dalle aule della East High School, punta sulla semplicità del linguaggio e delle coreografie per traghettare un messaggio di amore e perdono offrendo persino a Sharpay l'occasione di riscattarsi in un finale illuminato dai sorrisi dei Wildcats e dai fuochi d'artificio.

...in trepidante attesa del terzo episodio allora!!!!!

lunedì 20 ottobre 2008

Preghierina prima di iniziare a lavorare

Donami la serenità di accettare le cose
che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che non posso
accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto
uccidere
oggi perchè mi hanno rotte le palle ieri.
Aiutami a stare attenta ai piedi che pesto oggi, perchè potrebbero essere
collegati al culo che dovrei baciare domani.
Aiutami sempre a dare il 100% al lavoro: 12% al lunedì, 23% al martedì, 40% al mercoledì,
20% al giovedì e 5% al venerdì.
Aiutami a ricordare
(quando ho proprio una brutta giornata e sembra che tutti cerchino di rompermi le palle)
che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio
dito medio e mandarli tutti a cagare!
PER CONCLUDERE
Siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo
dovere lo fa fino in fondo e senza mai guardare in faccia a nessuno, si mette
subito in cammino cercando umilmente la propria strada.
...... e
se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza:
"Lei non sa chi sono io!"
intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo!
Buona Giornata

domenica 12 ottobre 2008

Un passo indietro

Un passo indietro ed io già so
di avere torto e non ho più le parole
che muovano il sole
Un passo avanti e il cielo è blu
e tutto il resto non pesa più
come queste tue parole
che si muovono sole
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria vuoi e mi uccidi
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria dai e mi uccidi
Tu come aria in vena sei
Un passo indietro ed ora tu, tu non ridi più
e tra le mani aria stringi
e non trovi le parole
e ci riprovi ancora a muovermi il sole
Ancora un passo un altro ancora
Un passo avanti ed ora io, io non parlo più
e tra le mani, mani stringo
a che servon le parole
amore dai, dai, dai muovimi il sole
Perchè sei nell'aria sei
tu che aria vuoi
ma che aria dai se poi mi uccidi
Tu che aria sei
ma che aria vuoi
tu che aria dai se poi mi uccidi
tu come aria in vena sei
Un passo indietro ed io
Un passo avanti e tu
Un passo avanti e noi, noi, noi

venerdì 10 ottobre 2008

High School Musical (parte prima...)


Gli studenti del nuovo anno di un liceo del New Mexico vivono la loro adolescenza con tranquillità: brutti o bei voti nelle materie scolastiche, incontri sportivi persi o vinti, problemi sentimentali, invidie, e perfino amicizia… ma tutto a tempo di musica! Soprattutto da quando il bel Troy Bolton e la timida Gabriella Montez si conoscono e scoprono la loro passione per la musica e il canto che li porterà a frequentarsi sempre più stesso. Troy è la star più brillante della squadra di basket, mentre Gabriella è la più promettente studentessa di tutta la scuola. Un'accoppiata micidiale che scatena le ire e le gelosie di molti, tanto che l'intera scuola si mobiliterà per dividerli. Ci riusciranno? Se nelle scuole italiane, male che vada, si canta “Viva la pappa col pomodoro”, nelle scuole statunitensi ci si sgola con canzoni come "Breaking Free" o la movimentata “Bop to the Top”! Questa sorta di Grease 3, esprime tutto l'amore per la musica e ne fa il punto di forza di questo film tv targato Disney, che è diventato un caso mondiale per via dell'enorme successo ottenuto. Non si smentisce mai la regia di Kenny Ortega, autore assoldato dalla casa di produzione più famosa del mondo, che ha firmato, fra l'altro, i telefilm Una mamma per amica e Ally McBeal, nonché la pellicola di Halloween “Hocus Pocus”, che è perfetta e dinamica. Bellissima la colonna sonora, molto curate le coreografie (premiate con gli Emmy Award) e notevoli anche gli attori, fra cui spiccano ovviamente, Zac Efron e Vanessa Anne Hudgens nei rispettivi ruoli di Tory e Gabriella.
...A volte mi chiedo perchè mi nascano delle idee così malsane...e soprattutto perchè le mie 2 friends mi diano ascolto!!

martedì 7 ottobre 2008

Investimenti

Il mercato azionario e gli appuntamenti galanti, sono davvero così diversi? Se le tue azioni vanno male puoi perderci la camicia, se il tuo appuntamento va male puoi perdere la voglia di vivere. E se l'appuntamento va bene la posta in gioco diventa ancora più alta. Perché continuiamo a investire?

domenica 5 ottobre 2008

MAMMA MIA!

Sophie ha un sogno… farsi accompagnare all’altare dal proprio padre, che non ha mai conosciuto. Un sogno che rischia di avverarsi alla vigilia del suo matrimonio, quando invia tre inviti indirizzati a tre uomini diversi, uno dei quali potrebbe essere suo padre. Tutti e tre gli uomini, infatti, 20 anni prima erano stati conquistati dall’affascinante Donna, madre di Sophie, ovviamente tenuta all’oscuro del ‘piano d’amore’ della figlia…

9 anni dopo aver esordito al Prince Edward Theatre di Londra, con 30 milioni di persone che hanno assistito allo spettacolo in tutto il mondo e 2 miliardi di dollari al botteghino, il fenomeno teatrale Mamma Mia! approda in sala, regalando 2 ore di spettacolo ABBAgliante, brillante e musicalmente irresistibile, in un vero e proprio omaggio al magico e incantato mondo del musical, dove ogni sogno può diventare realtà…

venerdì 26 settembre 2008

Emma

Ambientano nell'Inghilterra dell'800, Emma (Gwyneth Paltrow) è una ragazza di buona famiglia che come passatempo ha quello di combinare matrimoni. Dopo il successo ottenuto favorendo il matrimonio della sua governante con un vicino, la protagonista cerca di ripetere l'impresa con l'amica Harriet, ma facendo più danni che bene. L'unica persona che critica Emma per il suo giocare con i sentimenti degli altri è l'amico Mr. Knightley (Jeremy Northam). I due protagonisti sono l'espressione degli estremi che il carattere può avere. Emma è impulsiva, fa solo quello che pensa seguendo la sua immaginazione, le forti emozioni però le fanno perdere la capacità di giudicare. Mr. Knightley è l'impersonificazione della razionalità e dell'ordine. Il regista è riuscito a cogliere un ottimo scenario. I due attori offrono una bella interpretazione, dando l'impressione di avere una buona intesa. Gwyneth Paltrow (Shakespeare in love, 1998) è molto brava nell'interpretare un personaggio frivolo, anche se non superficiale. Jeremy Northam ( The Net, 1995)riesce a rispecchiare molto bene il carattere romantico del personaggio. Importante anche il resto del cast: Greta Scacchi nei panni della governante, Ewan McGregor (Trainspotting, 1996) come Mr. Churchill, Alan Cumming (Goldeneye,1995)in Mr. Elton e Toni Colette (Il sesto senso, 1999)nella parte di Harriet.Da segnalare l'ottima colonna sonora che è valsa al film l'oscar nel 1997.

Per chi ama Jane Austen, ecco il modo per passare una bella serata tra amiche.

mercoledì 24 settembre 2008

Kung fu panda

Po è un giovane panda il cui padre (un volatile) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono i noodles cucinati secondo una ricetta segreta. Po fa il cameriere ma intanto sogna di poter essere un eroe del kung fu. Finchè un giorno, in seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragon, viene associato alla scuola del Maestro Shifu. Ha così modo di incontrare i suoi idoli. Sono i Furious Five: Tigress, Crane, Mantis, Viper e Monkey i quali non sono particolarmente felici di vederlo nelle vicinanze. Le speranze di farne un vero guerriero si affievoliscono progressivamente e il giorno in cui Tai Lung, il vendicativo e fortissimo leopardo delle nevi, si libera dalla prigionia e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero le cose sembrano mettersi male. I Cinque sono pronti a sacrificarsi ma Po riserverà loro delle sorprese.Sceneggiatori e registi della Dreamworks (godetevi sin dall'inizio la rilettura d'occasione del logo) sono riusciti a colpire al centro i due bersagli che si erano prefissati. Volevano infatti realizzare un film che non facesse della facile parodia sul kung fu ma che ne rispettasse l'ormai lunga storia cinematografica. La prima sequenza bidimensionale è testimonianza della riuscita non smentita nel resto della narrazione. Volevano però anche (e soprattutto) colpire cuore e mente degli spettatori più giovani. Lo hanno fatto riducendo nettamente tutti gli ammiccamenti e citazioni di opere precedenti (vedi Shrek) che finivano con il rivolgersi solo a un pubblico adulto. In Po si può identificare qualsiasi bambino che si senta inadeguato al sogno che nutre dentro di sè. Il grosso e goffo Panda, costantemente desideroso di ingurgitare cibo, come potrà mai diventare un Maestro di kung fu? Per tutta la prima parte del film le prove sembrano deporre a favore della necessità di desistere ma sarà proprio facendo leva sul suo punto debole (la costante ricerca di alimenti) che il Maestro Shifu (una nuova versione di Yoda) riuscirà a fargli superare le prime difficoltà. Ma tutto questo non sarà ancora sufficiente se prima non si sarà resa palese la formula segreta indispensabile per ogni vittoria: trovare la forza in… Non vogliamo anticiparvi del tutto la soluzione ma vi garantiamo che, per una volta, la morale sarà esplicita e totalmente positiva. In periodi di bullismo strisciante (apparentemente destinato a fare notizia e a venire immediatamente imitato e 'perfezionato' da altre imprese analoghe) un film che parli di una forza onesta originata da imperfezioni che possono divenire occasione per far venire in superficie i pregi è più che mai utile. Se il futuro è un mistero (oggi più che mai) il presente va considerato come un dono (come insegna la saggia Tartaruga). Da valorizzare in ognuno.

mercoledì 17 settembre 2008

L'ospite di STEPHENIE MEYER

In un futuro non troppo lontano, la specie umana sta scomparendo. Un’altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento, e i pochi umani rimasti vivono nascosti, raccolte in piccole comunità di fuggiaschi. Tra loro c’è Jared, l’uomo che la giovane Melanie, da poco caduta nelle mani degli “invasori”, ama profondamente, e non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l’anima aliena che le è stata assegnata. Perché l’identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l’aliena Wanderer si ritrova, del tutto inaspettatamente, invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l’amore. E, spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi in cerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme all’ostinata, appassionata Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi.
Dopo l’enorme successo mondiale della serie di Twilight, Stephenie Meyer torna con una formidabile storia d’amore, coraggio e amicizia, un viaggio emozionante e indimenticabile alla scoperta del potere dei sentimenti.

domenica 14 settembre 2008

Pensare di meno e baciare di più

Dai tempi del liceo la maggior parte delle donne acquisisce un gusto migliore in fatto di abiti, acconciature e cibo ma in fatto di uomini? Non sarà che stavamo meglio quando pensavamo meno e baciavamo di più? Non avremo perso crescendo la capacità di trovare il vero amore? Per quanto riguarda le faccende di cuore non sarà che avevamo ragione al liceo?

mercoledì 10 settembre 2008

Le cronache di Naria - Il principe Caspian

Peter, Edmund, Susan e Lucy a un anno di distanza dagli avvenimenti che li videro divenire regnanti di Narnia frequentano la scuola nella Gran Bretagna impegnata nella Seconda Guerra Mondiale. Un giorno il richiamo del corno li proietta nuovamente nel mondo magico che ben conoscono o, meglio, che credono di conoscere. Perché un anno dei nostri equivale a milletrecento anni in quelle terre in cui, nel frattempo, tutti gli abitanti di Narnia sono stati uccisi o costretti a nascondersi a causa dell'invasione del popolo dei Telmarini. I quali in questo momento avrebbero un legittimo erede al trono, il principe Caspian, il quale è costretto alla fuga perché lo zio, Lord Miraz, vuole ucciderlo per conquistare il potere da cedere in futuro al suo primogenito appena nato. I quattro fratelli Pevensie, aiutati dai sopravvissuti discendenti degli abitanti di Narnia, si mettono in azione per contrastare Miraz e i suoi uomini. Ma non c'è più il leone Aslan al loro fianco o, perlomeno, non lo si vede.La seconda parte della saga di Narnia vede ancora alla regia Andrew Adamson il quale deve essere un regista che, insieme alla produzione, legge la critica internazionale. Ha così rivisto pregi e difetti del primo film e ha lavorato sulla pagina letteraria cercando di sfruttarne al massimo l'impatto cinematografico. Ecco allora due imponenti battaglie a marcare visivamente Il Principe Caspian con una difficoltà in più rispetto, ad esempio, a Il Signore degli Anelli. Perché questo è un film dichiaratamente per famiglie e quindi il sangue (sia che sia degli umani che dei centauri) non può scorrere copioso e con immagini truculente. La sceneggiatura libera poi la storia dalle pastoie teologiche che avevano fatto iscrivere d'ufficio Le cronache di Narnia al loro primo apparire nella schiera teocon quasi che questo ciclo si contrapponesse a quello che poi ha visto il suo primo episodio con La bussola d'oro. Certo Aslan rappresenta ancora il simbolo di una fede in Qualcuno che può venire in tuo aiuto anche se è non più fisicamente dinanzi ai tuoi occhi. Però se nella pagina scritta il Leone si confronta con Bacco e le Menadi in un complesso mix di Cristianesimo e Paganesimo, qui ci si limita alla spettacolare antropomorfizzazione della forza delle acque in un momento cruciale della vicenda. Vicenda che vede i tre fratelli crescere, così come accade in Harry Potter e quindi mutare il loro sguardo nei confronti della realtà (fosse pure quella magica del mondo di Narnia). Ecco allora un primo amore, per quanto solo accennato e una solidarietà/rivalità tutta maschile tra Peter e Caspian. I cattivi questa volta (tranne un breve e significativo, anche sul piano dell'interrogativo morale posto dalla scena, ritorno della Regina delle Nevi) sono di stirpe italica. Sergio Castellitto, nelle vesti di ispirazione ispanico seicentesca di Lord Miraz , è rapace e barocco quanto basta. Pierfrancesco Favino, con lo sguardo più cupo del solito, gli fa da braccio destro dubbioso quel tanto che basta per esaltare la bramosia di potere del suo signore.

domenica 7 settembre 2008

Giareda

Origini Storiche: Quattro secoli di storia, di fede e di cultura. Il profondo legame tra la città di Reggio Emilia e la Basilica della Ghiara affonda le proprie radici in un passato lontano. L'area circostante la Basilica della Beata Vergine della Ghiara si anima delle manifestazioni programmate per l'ormai tradizionale sagra "dlà Giareda" che da 25 anni viene nuovamente celebrata: tale sagra catalizzò l'interesse religioso e sociale della comunità reggiana nel periodo compreso tra il '600 e il 1861. In quell'anno, esattamente il 6 Maggio, una rovinosa nevicata distrusse gli impianti e la sagra fu sospesa. La sagra, celebrata di nuovo dal 1980, viene riproposta ogni anno ed ospita importanti iniziative commerciali, artistiche e culturali. E' allestita all'aperto lungo Corso Garibaldi, nel centro storico della città.

giovedì 4 settembre 2008

Fuochi danzanti sotto le stelle

FestaReggio. Mercoledì 03/09/08. Dovevano essere le 22.45 ma sono diventate le 23.15. Come ogni anno ci sono i fuochi d’artificio. Venti minuti di cielo colorato sotto canzoni che hanno fatto un po’ storia. Siamo partiti con Grease Lightning, poi l’atmosfera romantica di Angels di Robbie Williams. Poteva mancare la regina della disco music? Direi di no, e quindi sotto a I will survive di Gloria Gaynor per concludere in grande stile con The final countdown degli Europe. Belli. Stupefacenti. In alcuni passaggi sembrava davvero che danzassero.

mercoledì 3 settembre 2008

Il cavaliere oscuro

Il crimine organizzato a Gotham City ha le ore contate. Batman, il tenente Gordon, il nuovo Procuratore Distrettuale e alcuni improbabili epigoni dell'Uomo Pipistrello in imbottiture da hockey hanno dichiarato guerra ai criminali. La loro fortuna e i loro dollari, accumulati in una banca di massima sicurezza, vengono rubati da Joker, un pagliaccio sadico e mascherato che getterà la città nel disordine e nell'anarchia. Riempite le tasche di lame, polvere da sparo e lanugine, Joker sfiderà il cavaliere oscuro di Bruce Wayne e rivelerà il lato oscuro di Harvey Dent, l'eroe procuratore che applica la giustizia e agisce a volto scoperto.Negli anni il fumetto ideato da Bob Kane si è "riletto" per riscriversi in nuove forme, in questo modo ha riscritto anche il proprio rapporto con il cinema. Si è perciò compiuto il progetto di portare sullo schermo Batman, evitando l'estetica pop-camp di una precedente età televisiva, interiorizzando le proprietà narrative del fumetto e quelle del video e procedendo verso la loro integrazione radicale. Dopo la deformazione grottesca e la stilizzazione espressionistica delle versioni di Burton, che aveva saputo trovare un equivalente plastico-dinamico alle figure disegnate sulle tavole, il Batman "iniziato" e "totalmente formato" di Nolan riscrive in chiave crepuscolare il mito del giustiziere mascherato e rilancia in avanti la scommessa del fumetto al cinema. Se il Batman di Burton è infatti prossimo al sistema di rappresentazione dei cartoons, dal quale del resto l'autore proviene, Nolan codifica nel noir il character di Kane, deviandone le traiettorie e sviando lo sguardo dello spettatore in un gioco perverso, che si annoda nella psicologia dei suoi protagonisti e si complica nell'interazione tra i personaggi e il paesaggio metropolitano dominato dal denaro. Sviluppata la sua mentalità investigativa e dichiarata la sua formidabile capacità abduttiva, il cavaliere oscuro di Nolan è un detective incorruttibile a caccia di prove (un proiettile esploso nel muro vale un indizio), che tocca cadaveri, frana sulle macerie dei palazzi e agisce in una "giungla d'asfalto" dentro una divisa leggera da "corpo speciale". Spogliato dal rigido esoscheletro, il singolare "costume", disgiunto dal cappuccio, attribuisce nuova energia al personaggio logorato dal protrarsi dell'iteratività narrativa. Quello che conta nel Cavaliere oscuro è l'enigma della psicologia dei personaggi: i compagni (Harvey e Gordon) di Batman quanto gli antagonisti (Joker e Due Facce) non sono semplici caratterizzazioni laterali ma diventano figure malate di un incubo, sistematicamente inquadrate dal basso (soprattutto Joker) come un insieme ambiguo e incombente.Apparentemente costruito come film sulla voracità e sul potere distruttivo del denaro (il film si apre con la realizzazione di un colpo e la liquidazione di tutti gli esecutori materiali della rapina ad opera di chi l'ha concepita), Il Cavaliere oscuro si rivela opera della paranoia e del progressivo affondare dell'eroe senza maschera di Aaron Eckhart (Harvey Dent), risentito coi compagni e attirato verso il basso da un inafferrabile Joker. Dalla "caduta" muore Harvey e nasce Due Facce, un reduce-sopravvissuto e psicopatico quanto l'irriducibile clown di Ledger, di cui il regista non rilegge le origini, perché Joker è figlio del caos e la sua ferita, aperta in un "sorriso", è figlia di una leggenda declinabile all'infinito.Come The Prestige così Il Cavaliere oscuro è una saga della dualità, ma diversamente dal primo a Gotham City non vince chi rischia di più o chi ha meno remore morali, i duellanti sono tutti ugualmente sconfitti e perdenti. Batman perde l'illusione di Rachel e attira su di sé l'attenzione ostile dei cittadini, distogliendola come un prestigiatore da quei particolari che lascerebbero intuire la soluzione del mistero; Harvey perde Rachel e la "faccia"; Joker la risata, bloccata e "appesa" in cima a un grattacielo; gli spettatori perdono il volto disfatto nel make-up di Heath Ledger, rovesciato e trattenuto dal dandy malinconico di Bale. Se lo lasciasse precipitare nemmeno Batman esisterebbe più. E (questo) Joker non può davvero andarsene mai.

martedì 2 settembre 2008

mercoledì 27 agosto 2008

martedì 19 agosto 2008

Un posto nel mondo di FABIO VOLO


Non c'è niente di meglio che leggere dei bei libri sotto l'ombrellone in spiaggia... ve ne propongo un altro che mi è piaciuto molto...


Michele ha un amico, Federico. Uno di quelli con i quali dividi tutto: l’appartamento, la pizza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne. Un giorno Federico, stanco della vita monotona di provincia, decide di mollare tutto e partire. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna, Sophie, e della vita. Sembra una storia a lieto fine ma non è così. Federico all’improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà, a sorpresa, nascosto dietro gli occhi di una bambina.
In questo libro Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come le tessere di un puzzle, scegliendo ancora una volta l’universo femminile come codice d’accesso.


"Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto."

lunedì 18 agosto 2008

Gomorra di ROBERTO SAVIANO

Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde - dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi - che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri. Questa è oggi la camorra, anzi, il "Sistema", visto che la parola "camorra" nessuno la usa più: da un lato un'organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall'altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell'immaginario, dai gangster di Tarantino alla sinistre apparizioni del Il Corvo con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo 'o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia. In questo libro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasia infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cui giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terra della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

venerdì 8 agosto 2008

Si dia inizio ai giochi!


Ore 20:08 e 08 secondi

mercoledì 6 agosto 2008

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Ques’ultima avventura ha inizio nel desertico Sudovest nel 1957, durante la Guerra Fredda. Indy e il suo compagno d’avventura Mac (Ray Winstone) l’hanno appena scampata da un gruppo di scellerati agenti sovietici, e si trovano in un remoto aeroporto. Il Professore Jones è tornato a casa, nel suo Marshall College, ma presto si rende conto che le cose vanno di male in peggio. Il preside del college (Jim Broadbent), che è un suo caro amico, spiega a Indy che le sue recenti attività hanno insospettito le autorità, che stanno esercitando pressioni affinché l’Università lo licenzi. In una strada fuori città, Indiana incontra il giovane e ribelle Mutt (Shia LaBeouf), che, pieno di risentimento, propone all’avventuroso archeologo il seguente accordo: se Indy lo assisterà in una missione del tutto personale, Mutt lo aiuterà nella ricerca di uno dei più spettacolari reperti della storia: il leggendario teschio di cristallo di Akator, oggetto di stupore, superstizione e paura. Tuttavia, mentre Indy e Mutt partono alla volta delle zone più remote del Perù – terra di antiche tombe, esploratori dimenticati e una leggendaria città dell’oro – ben presto si rendono conto di non essere soli nella loro ricerca: anche gli agenti sovietici sono sulle tracce del Teschio di Cristallo. Guidata dalla bellissima e glaciale Irina Spalko (Cate Blanchett), la prescelta squadra militare russa sta perlustrando il globo per riuscire a mettere la mani sul misterioso Teschio di Cristallo, con la convinzione che possa aiutare i sovietici a dominare il mondo … se ne sapranno decifrare i segreti. Indy e Mutt dovranno trovare un modo per seminare gli spietati sovietici, seguire una pista impenetrabile avvolta nel mistero, gestire nemici e amici di dubbia lealtà e, soprattutto, evitare che il Teschio di Cristallo finisca in mani letali.

lunedì 4 agosto 2008

...Buonanotte...

Buonanotte a chi non cambia mai
Buonanotte a chi davvero non capisce un c***o
Buonanotte a chi ha paura di amare
Buonanotte a chi bacerò dentro e fuori
Buonanotte a chi ti fa scuotere la testa, perchè comunque nessuno merita una notte di m***a
Buonanotte a te, che non so chi sei, ovunque sei
Buonanotte a chi soffre e a chi sogna
Buonanotte perchè qualcosa c'è
Buonanotte a quel che frulla, che è inarrestabile almeno qui da me...
Buonanotte ai film, ai sogni, ai desideri ardenti, a quelli ardentissimi e quelli blandi, che poi non richiedono così tanto
Buonanotte alla vita che è imprevedibile, in cui nulla è impossibile: le cose bisogna soltanto volerle, tanto, e sudarsele dall'inizio alla fine
Buonanotte ai cambiamenti che ci stanno sempre nel bene e nel male
Buonanotte a chi ha finalmente rincominciato a parlare, che non aspettavamo altro
Buonanotte a chi è preoccupato, ma passerà
Buonanotte a chi non sa domani che sapore avrà e proprio qui sta il bello
Buonanotte alle buche, allo charme, agli scioglimenti, ai sorrisi
Buonanotte a chi recuperiamo per strada per un motivo o per l'altro
Buonanotte a chi perdiamo
Buonanotte a chi: parlami, per favore...
Buonanotte a chi dimentica
Buonanotte a chi non potrebbe mai farlo
Buonanotte a quegli occhioni con una punta di terrore
Buonanotte a chi bocca a bocca
Buonanotte a chi se la sa godere e a chi ha bisogno di star male
Buonanotte a chi si fa mille promesse ma poi non ne mantiene nemmeno una
Buonanotte a chi è felice dopo aver terminato un'altra settimana di lavoro
Buonanotte a chi non sa cosa l'aspetta
Buonanotte a chi programma ogni secondo
Buonanotte a chi prova a perdere il controllo
Buonanotte a chi è in attesa di una nuova vita
Buonanotte a chi ha difficoltà a gestire quella vecchia
Buonanotte a chi passa dagli abissi di tristezza ai picchi di felicità
Buonanotte a chi ha serie difficoltà con la parola scritta
Buonanotte a chi non ha bisogno di parole, dice tutto lo sguardo
Buonanotte a chi pensa che sarà l'ultima volta
Buonanotte a chi sperava in qualcosa e invece... la realtà è molto peggio
Buonanotte a chi ci mette ogni briciola della propria anima
Buonanotte a chi lavora, studia e a chi... desidera solo dormire
Buonanotte alle giornate che ti danno e a quelle che ti tolgono
Buonanotte agli amori impossibili
Buonanotte a chi sogna mare e vacanze
Buonanotte a chi sogna ad occhi aperti, ma prima o poi dovrà imparare a guardare in faccia la realtà
Buonanotte alle lacrime
Buonanotte a chi ha ritrovato il sorriso
Buonanotte a chi è ancora al lavoro
Buonanotte a chi spicca il volo e a chi non alza mai l'ancora
Buonanotte alle amiche, che sono pezzi del presente e fondamenta del futuro
Buonanotte alle stelle che fanno da tramite con chi è lontano
Buonanotte a chi è sempre senza parole
Buonanotte a chi si arrende e a chi no
Buonanotte a chi è stanco
Buonanotte a chi è in viaggio
Buonanotte a chi è rimasto a casa
Buonanotte a questo lunedì.

mercoledì 30 luglio 2008

...Pausa...


SPIACENTE MA IL SERVIZIO E' MOMENTANEAMENTE ASSENTE.

IO SONO IN

sabato 19 luglio 2008

Sara & Corrado


JUST MARRIED!

giovedì 10 luglio 2008

Il giorno in più di FABIO VOLO


Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto (magari non da soli)... Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. E' la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. E' l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo.

L'amore, l'amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza: questo romanzo ha gli ingredienti e il gusto delle pagine più riuscite di Fabio Volo. La prova esaltante di un talento narrativo che ha raggiunto la maturità senza perdere un briciolo di freschezza.


"Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti."

martedì 8 luglio 2008

Il giusto valore della libertà

Crescendo si smette di considerare le scelte degli altri migliori delle nostre e si da loro il giusto valore. Ma accettarle è un concetto infantile o è valido per tutta la vita? Quando smettiamo di essere liberi?

venerdì 4 luglio 2008

L'amore conta?

Io e te ne abbiam vista qualcuna - vissuta qualcuna
ed abbiamo capito per bene - il termine insieme
mentre il sole alle spalle pian piano va giù
e quel sole vorresti non essere tu
e così hai ripreso a fumare - a darti da fare
è andata come doveva - come poteva
quante briciole restano dietro di noi
o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi
l'amore conta
l'amore conta
conosci un altro modo
per fregar la morte?
nessuno dice mai
se prima o poi
e forse qualche dio
non ha finito con noi
l'amore conta
io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via
l'amore conta - l'amore conta
e conta gli anni a chi non è mai stato pronto
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio
non ha finito con te
grazie per il tempo pieno
grazie per la te più vera
grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia
l'amore conta
l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai se prima o se poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta
l'amore conta
per quanto tiri sai che la coperta è corta
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
l'amore conta

Nel bel mezzo di un triste e grigio giovedì pomeriggio, hanno messo questa canzone alla radio. Avete presente i flashback nel cinema? È esattamente quello che mi è capitato. Ho sottolineato le frasi che adesso mi appartengono di più. E, se me lo concedete, posso farvi una domanda? Ma… l’amore conta?

giovedì 3 luglio 2008

Love show

Sono qui, amami
io sarò baci facili
io lo so che sei tu
quella che fa per me.
Siamo qui a viverci
siamo noi cuori impavidi
è per te che farò
il mio love show.

mercoledì 2 luglio 2008

Sugar free

Le donne hanno optato per un'esistenza senza zucchero? Nessuna meraviglia che quando ci troviamo di fronte a una cosa vera non possiamo tollerarla. E' qualcosa che possiamo imparare a digerire o siamo diventate intolleranti al romanticismo?

lunedì 30 giugno 2008

Memorie di una Geisha di ARTHUR GOLDEN

Circondate da un'aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Athur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l'immediatezza e l'emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l'infanzia, il rapimento, l'addestramento, la disciplina - tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del '900, l'hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, di rara sensibilità e ricchezza, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile.

" E' il romanzo perfetto per chi ama i romanzi... mentre lo si legge, si viene trasportati in un altro luogo, in un altro tempo e sembra di stare osservando e ascoltando il mondo con gli occhi e le orecchie di un'altra persona."

domenica 29 giugno 2008

Le relazioni

Ho pensato lungo alle relazioni, ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche, quelle che sono vecchie e familiari, quelle che sollevano un sacco di domande, quelle che ti portano in posti inaspettati, quelle che ti portano lontano dal punto di partenza, e quelle che ti riportano in dietro, ma la relazione più importante, difficile ed emozionante e quella che si ha con se stessi. E se trovi qualcuno che ti ama e che ami.. beh.. allora è davvero fantastico.

giovedì 26 giugno 2008

I want to be free


Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane

mercoledì 25 giugno 2008

Eroe


Sono un eroe, perché lotto tutte le ore.

Sono un eroe perché combatto per la pensione.

Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari.

Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.

Sono un eroe straordinario tutte le sere.

Sono un eroe e te lo faccio vedere.

Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere.

martedì 24 giugno 2008

Del nostro amore solo una scia...



Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non e' solo un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.




Dedicato a te, che sei stato un pezzo della mia vita e che ora non ne fai più parte.

lunedì 23 giugno 2008

Il giorno più felice dell'anno


Secondo la formula matematica elaborata dall'accademico Cliff Arnall
Apparentemente il sentimento d'ottimismo è stimolato dalla combinazione di serate più illuminate, la prospettiva delle vacanze e i ricordi d'infanzia dell'estate che ha il suo apice il 20 giugno.
Secondo la ricerca, per determinare il giorno più felice dell'anno, è stata utilizzata l'equazione
O + (N XS) + CPM / T + He.
In dettaglio:
- "O" indica essere all'aperto in attività all'aria aperta;
- "N" è il collegamento con la natura, che adesso è in piena fioritura;
- "S" è il socializzare con i vicini e gli amici:
- "CPM" corrisponde alle memorie positive dell'infanzia;
- "T" è la temperatura media che ora è di solito calda, invitante per una prevista vacanza;
- "He", riferito a te. La formula è stata elaborata da Cliff Arnall, psicologo ed ex insegnante privato all'Università di Cardiff.Cliff Arnall, ha detto:
"L'obiettivo principale di questa formula è quello di predisporre le persone a parlare d’argomenti che rendono felici".
La "Walls Ice Cream", nel contempo, ha commissionato a Cliff Arnall, lo studio per calcolare, con precisione, il giorno più deprimente dell'anno, che, normalmente cade all'incirca, alla fine del mese di gennaio, dopo le feste natalizie, con giornate climatiche che non aiutano, i debiti da pagare e i livelli motivazionali non proprio al massimo per aiutare a riempire il giorno.