martedì 30 giugno 2009

Detto fatto!

I Backstreet Boys sono entusiasti di annunciare l'imminente tour europeo a supporto del loro prossimo album, This is us, di cui è prevista l'uscita in autunno per la Jive Records.

Posso mancare io?? NO!!!!! Quindi, 24/11/2009 Milano...sto arrivandooooooooooooooo!!!!!!

lunedì 29 giugno 2009

A te che sei il re del pop

E' così che ti voglio ricordare, nella tua versione più dolce...
video

...and now You are out of my life, but not out of my heart.

sabato 20 giugno 2009

E anche quest'anno... birra!

Da giovedi 18 Altafermentazione 2009 C'E' !!!!!! .... e continua fino a Sabato 20 !!!!!!!! Primi piatti genuini , spiedini , puntine , salsicce wurstel alla griglia , i mitici Weiss Wurst , arista di maiale affumicata , stinchi al forno , Goulash alla Berlinese , patate fritte , crauti ... 5 tipi di birra ....ogni sera concerto gratuito , ristorante al coperto , birreria sotto le stelle .....

... non si può mancare!!!!!...

venerdì 12 giugno 2009

Indietro

Cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro.
Se cerchi mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda
avanti,
mai.

martedì 9 giugno 2009

Persuasione di JANE AUSTEN

Composto tra il 1816 e il 1817, Persuasione è l’ultimo romanzo completo di Jane Austen, scritto poco prima dell’aggravarsi della malattia che la portò alla morte. Pubblicato postumo dal fratello dell’autrice, il libro narra le contrastate vicende di due giovani, Anne, figlia di un Lord, e Frederick, ufficiale di marina. I due si amano, ma la ragazza presto si lascia persuadere dalla famiglia a rinunciare all’innamorato, di natali troppo umili. Frederick scompare per sette anni; quando torna è un uomo ricco e influente, ma ancora pieno di rancore per essere stato abbandonato da Anne. Costei, ormai donna, si rende conto di averlo sempre amato, e solo dopo lunghi tentativi riuscirà a superare l’ostilità e il risentimento dell’uomo. Nell’ambito della produzione della Austen Persuasione segna l’adesione a temi più decisamente “romantici” e un rinnovato modo di guardare la natura e di descrivere i sentimenti umani. Il risultato è un’opera i cui, come scrisse Virginia Woolf, “Jane Austen comincia a scoprire che il mondo è più vasto, più misterioso e più romantico di quanto avesse supposto”.


E se mi posso permettere, per questo Capitano Wentworth avrei aspettato anch'io otto anni...

giovedì 4 giugno 2009

Uomini che odiano le donne

Mikael Blomkvist è un giornalista ostinato e idealista, sconfitto in tribunale dal potente uomo d'affari incriminato dalla sua inchiesta. Lisbeth Salander è una giovane hacker asociale e introversa, abusata in famiglia e segnata dalla detenzione in una clinica psichiatrica. Henrik Vanger è un ricco industriale ossessionato dalla scomparsa della nipote, avvenuta quarant'anni prima. In un'isola bagnata dal Baltico e abitata dal potente clan dei Vanger, Mikael, Lisbeth ed Henrik si incontreranno, collaborando a risolvere i loro destini, minacciati da un passato oscuro e rimosso.Rinchiusa nei canoni del cinema (thriller e abuse movies) di genere, il regista danese Niels Arden Oplev conserva la critica sociale prodotta dalle pagine di Stieg Larsson, autore della trilogia "Millennium" e creatore di un'eroina “interrotta”. Le vittime principali delle persecuzioni e delle violenze del primo romanzo dello scrittore svedese sono evidentemente le donne, i carnefici sono dei mostri che vanno eliminati senza sconti, indulgenze o garantismi. Il terrore nel libro e nel film omonimo non corre sul filo ma nel luogo sacro dell'immaginario europeo, la famiglia.Al centro di Uomini che odiano le donne si muove allora il potente clan dei Vanger, dominato da patriarchi antisemiti che hanno praticato il nazionalsocialismo in un passato nemmeno troppo lontano. Mikael Blomkvist, "assoldato" dal vecchio Henrik per far luce sulla sparizione dell'adorata nipote, incarna l'irruzione di una turbativa del presunto ordine familiare. Affiancato dall'inquieta ma efficiente e dinamica Lisbeth, il giornalista comunista di Millennium indaga e poi smaschera il misfatto che racchiude la storia occulta della famiglia, il nucleo rimosso della realtà dei Vanger (e di una nazione). Sul film e sul romanzo aleggia di fatto il retaggio dei traumi non pacificati della "socialdemocratica" Svezia, le cui politiche eugenetiche, atte a preservare il ceppo popolare svedese dall'incrocio con elementi razziali stranieri, furono fonte di ispirazione per la Germania hitleriana. Se la Svezia non espresse pienamente la ferocia nazista e non rappresentò un pericolo analogo, rivelò comunque un regime subdolo e totalitario, democratico ma totalitario. L'immoralità e il male, scrive Larsson e traduce in immagini Oplev, si nascondono allora dietro nomi insospettabili, dietro la "normalità" familiare, sede privilegiata di incubi spaventosi. I fantasmi (come Harriet) generati dall'universo borghese ossessionano lo zio Henrik, volto morale e perbene dei Vanger, che denuncerà le piaghe dolorose di quell'"infanzia", infrangendo per la prima volta l'omertà che ha sempre protetto i "padri". Non è mai facile adattare un romanzo e risolvere in maniera brillante i problemi che derivano dalla costruzione letteraria ma ugualmente il regista danese, chiamato a viaggiare tra le pagine di Larsson, ha proposto un repertorio di soluzioni sazie di vita e di tutto il suo carico di orrori e desideri, di amore e follia, di gioia e crudeltà. Costruito secondo uno schema classico, Uomini che odiano le donne trova l'elemento più interessante negli attori (Michael Nyqvist, Noomi Rapace), che "riparano" una regia retorica e zoppicante, incline suo malgrado a semplificare e banalizzare il modello letterario. Quello di Niels Arden Oplev è un film riuscito a metà, che chiarisce tutto, ma proprio tutto, attraverso l'uso enfatico del flashback: l'evocazione di un evento anteriore conferma ciò che già sapevamo e ogni pezzo narrativo finisce al suo posto. Nessun rischio, nessun superamento del senso comune del linguaggio cinematografico, nessun margine di inespresso. A-dogmatico.

mercoledì 3 giugno 2009

Precauzioni

E' strano... solo quando la nostra incolumità fisica è in pericolo prendiamo delle precauzioni. E le nostre emozioni? Sarebbe bello se ci fosse un manuale per metterci in guardia sui comportamenti che potrebbero rappresentare un rischio per noi e le nostre relazioni.

lunedì 1 giugno 2009

La piccola del gruppo

24/05/2009 Veronica