giovedì 25 febbraio 2010

Il mio pittore preferito dipinge solo in bianco e nero....


Ogni suo goal è un'opera d'arte. Il mio pittore preferito dipinge solo in bianco e nero....

L'HO VISTO....

"L'ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto.
L'ho visto inventare un tiro che è diventato solo il suo e lanciarsi tra i grandi ancora ragazzo.

L'ho visto segnare con la sua squadra soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti,nelle finali in giro per il mondo.

L'ho visto arrabbiarsi e digrignare i denti se c'era un principio da difendere,e chinare la testa se il suo bene non era quello dei compagni.

L'ho visto lottare contro gli egoismi, anche contro i suoi, perché crescendo ha capito cosa voglia dire il gruppo.

L'ho visto parlare di valori e comportarsi di conseguenza.

L'ho visto inciampare e poi cadere.

L'ho seguito mentre si rialzava a fatica.

L'ho visto lottare contro allenatori e mal di pancia nervosi.

L'ho visto amare la maglia azzurra e non riuscire a farlo capire.

Poi l'ho visto portarci a Berlino.

L'ho visto capire che le cose cambiano, modificare il gioco,segnare 11 gol di seguito su rigore se il rigore poteva essere il massimo da dare alla squadra in quel momento.

L'ho visto adattarsi dove non voleva, sacrificarsi facendolo ricordare.

L'ho visto umile e l'ho visto presuntuoso.

L'ho visto soffrire quando ha sbagliato.

L'ho visto uscire in smoking bianco, immacolato, da una discarica.

Non l'ho visto mollare, mai.

Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali.

Ieri sera l'ho guardato mentre si sedeva in panchina, con il broncio di chi vuole giocare.

L'ho visto applaudire i compagni per i gol che segnavano, esultare per la squadra.

L'ho visto entrare in campo senza riscaldamento, lui che non è più un ragazzino.

L'ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto.

L'ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere.

Sono contento di aver visto Alex Del Piero fare tutte queste cose.

Alex Del Piero è un bell'esempio per i miei figli."

Fabio Caressa - SKY

martedì 23 febbraio 2010

Baciami ancora

Come nessuno mai nel cinema italiano,Muccino ci propone una pellicola trasudante realtà, talmente reale da far uscire il sequel del suo superbo "Ultimo bacio" esattamente dieci anni dopo, facendo così "invecchiare" per davvero i protagonisti e rendendoceli ancora più prossimi a quelli che potrebbero benissimo essere nella nostra quotidianità i nostri vicini o i nostri migliori amici.Muccino sa bene come parlare d'amore, possiede una verve comico-tragica nei dialoghi sul sentimento più bello del mondo come davvero pochi sanno fare nel suo campo; giostra bene una meravigliosa serie di attori notevoli nel panorama italiano,a cominciare dalla Puccini, mai vista così brava come in questo film. Dieci anni in più ...ma cosa è davvero cambiato?I nostri protagonisti sono davvero cresciuti?Hanno imparato che un viaggio per il mondo lungo anche mille anni non cancella impegni paterni e problemi in agguato pronti ad aspettarci?Dalle prime scene del film la risposta parrebbe positiva,ma poi rieccoli di nuove alle prese con le innumerevoli scelte da prendere, con i rifiuti e i caratteri alla fin fine sempre uguali nel profondo.Questo film è la testimonianza vivente del fatto che l'età anagrafica che abbiamo scritto sulla carta d'identità non fa di noi le persone che siamo e che gli "stadi" della vita (a 30 anni si fa un figlio, a 40 penso alla carriera e a 50 incomincio a pensare alla pensione)non ci caratterizzano per niente, anzi, non fanno altro che farci sentire disadattati, strani e alle prese con un cammino tutto sbagliato. Le mille sfaccettature di quello che Veronesi ci ha ampliamente trattato nel suo "Manuale d'amore" ci sono tutte: innamoramento, crisi, tradimento, abbandono...ma non rappresentano un ciclo schematico; si invertono, si mescolano, fanno dire dei sì che in realtà sono no, ci fanno urlare "E' finita!" e poi un attimo dopo ci portano sotto le lenzuola a sentirci vivi per soli 3 minuti di nuovo, con la persona che non abbiamo il coraggio di ammettere a noi stessi di non aver mai dimenticato. E' vero, il film è un po' confusionario, un po' anche alla Beautiful in certi tratti ed ovviamente non è all'altezza del più irriverente, nervoso e graffiante originale "Ultimo Bacio", ma ha una sua regia corposa e ben tracciata, un recitazione eccellente alle spalle e una trama lineare e passabile per tutti i personaggi. La storia centrale, quella tra Giulia a Carlo,risulta però parodossalmente la peggiore perchè troppo tirata per le lunghe e più smielata delle altre, mentre invece quella (a sorpresa)tra Livia e Paolo è la più intensa e sentita, resa eccellente anche da una strepitosa Sabrina Impacciatore. Indubbiamente, c'è da rinoscerlo: Muccino ha fatto film infinitamente migliori di questo, ma sa bene come prendere di petto i sentimenti e mostrarceli sullo schermo in tutta la loro confusione, come se volesse deridere i rapporti umani mostrandoci quanto non siano mai netti e precisi, o bianchi o neri, ma sempre sull'orlo di qualche scombussolamento, di qualche ripensamento, in balia di chi incontriamo e con cui parliamo ogni singolo giole coserno.La morale però è chiara ed è ripetuta anche pari pari dal film precedente: "non sempre la vita ci porta incontro alle situazioni che vogliamo, ma l'importante è che ce le dia".

sabato 20 febbraio 2010

Happy Birthday Mr. B-ROK!

video

Welcome Home, you I know you by name. How do you do?I shine because of you today. So come and sit down, tell me how you are. I know son, it's good just to see your face.

venerdì 19 febbraio 2010

La biblioteca dei morti di Glenn Cooper

Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un'abbazia sull'isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un'interminabile serie di nomi affiancati dai numeri. Un elenco enigmatico e inquietante.

Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria.

Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo.
Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede al altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile.

Questo romanzo è cominciato e forse noi tutti ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo.
Perchè non esiste nulla di casuale.
Perchè la nostra strada è segnata.
Perchè il destino è scritto.
Nella Biblioteca dei Morti.

giovedì 18 febbraio 2010

Amabili resti

A Norristown, in Pennsylvania, fra villette a schiera e campi di granturco, vive la famiglia Salmon. Susie, la primogenita, è un'adolescente qualunque, appassionata di fotografia e innamorata del compagno di scuola Ray Singh. Il 6 dicembre 1973, dopo aver avuto il suo primo incontro romantico con lui, Susie viene fermata sulla strada di casa dal vicino, il signor Harvey, tranquillo ometto di mezza età con la passione per le case di bambola. Dopo averla fatta entrare in un piccolo rifugio sotterraneo da lui stesso costruito, Harvey la violenta e la uccide brutalmente. Lo spirito di Susie si trova così a muoversi fra la terra e il cielo in una sorta di limbo fatto di ricordi e di fantasie, da dove può vedere e patire per quel che succede ai suoi cari e al suo omicida nel mondo mortale.In una delle prime scene di Amabili resti, quelle in cui racconta i suoi ultimi giorni in vita, Susie riceve per il suo quattordicesimo compleanno una macchina fotografica compatta e venticinque rullini di pellicola 110 che esaurisce nel giro di pochi giorni. Di fronte ai genitori, che le rimproverano di aver sprecato tutte le fotografie disponibili, la giovane adolescente si giustifica dicendo "in questa famiglia, la creatività è vista come un ostacolo". Le stesse parole con le quali potrebbe difendersi Peter Jackson dalle accuse di chi gli rinfaccia di aver perso la sintetica fluidità dei primi film in favore di un cinema espanso nella durata e nella sovrabbondanza di piste narrative. Con Amabili resti, Jackson decide di ricostruire linearmente il flusso di coscienza atemporale dell'io narrante del romanzo di Alice Sebold, per poi scomporlo in numerosi percorsi, in soggetti diversi e in una narrazione episodica, frammentata. Ad ognuno dei personaggi spetta una personale scena chiave, un momento di gloria diegetica (la caduta nella depressione e nella paranoia del padre Mark Wahlberg, la fuga spirituale della madre Rachel Weisz, i siparietti comici della nonna degenere Susan Sarandon, la metempsicosi in stile Ghost dei due compagni di scuola), senza tuttavia mai raggiunge un livello di profondità psicologica o emotiva tale da giustificarne la presenza. Alla sventurata Susie tocca invece attraversare tutti i cliché della cultura new age sull'universo post-mortem, dal paesaggio edenico dai colori ipersaturi fino alle più triviali figurazioni dei desideri e dei simboli psicanalitici, passando per l'abusata versione dream pop di Song to the Siren dei Cocteau Twins. Peter Jackson risveglia attenzione e emozioni in presenza di Stanley Tucci, (stra)ordinario psycho killer di provincia dalla frenesia assassina tenuta nascosta sotto ad un parrucchino biondo, due occhi glaciali e una mascella allargata. Nel costruire la presenza del signor Harvey, anche la regia di Jackson trae nuovo istinto e ispirazione, aggiornando Hitchcock ai tempi delle nuove microcamere digitali e regalando gli amabili resti di un film, che vive di molte sensazioni.

venerdì 5 febbraio 2010

Because I'm worth it di Cecily von Ziegesar

Bentornati nell'Upper East Side di Manhattan fra gli scandali, le passioni e i tradimenti dei ragazzi più belli e viziati della New York che conta. In voglio tutto li avevamo lasciati mentre si scatenavano durante una sfrenata festa di Capodanno. Ora li ritroviamo all'inizio del secondo semestr, sempre alla ricerca di nuovi, piccanti e scabrosi pettegolezzi immancabilmente riportati dall'anonima voce on line della bad girl, che non perde occasione per svelare i segreti più intimi dell'elitaria Constance Billard School. Ma chi sarà questa talpa più scaltra di un agente segreto e più velenosa di una vipera? (Dovrebbe prestare attenzione, la cara ficcanaso: qualcuno potrebbe essere sulle sue tracce...).Tra nuovi e vecchi flirt, filmetti osè, viaggi all'estero e shopping sfrenato, Serena, Blair, Nate, Aaron, Jenny & Company sono sopravvissuti al gelido inverno della Grande Mela e ormai sono pronti a decidere che cosa fare nella vita... non subito, però: c'è sempre tempo per comportarsi da adulti! Prima bisogna pensare alle cose veramente serie. La Settimana della Moda, il periodo più hot dell'anno, è alle porte. Non c'è che dire: la vita dei teenagers ricchi e sfrenati di Manhattan non potrebbe essere più divertente, spensierata e densa di impegni, anche se persino loro, ogni tanto, devono fare i conti con la "dura" realtà... Per esempio Blair, più che mai determinata a entrare a Yale, escogita trucchi sexy per sedurre l'esaminatore e superare finalmente l'ostacolo. E Nate si caccia nei guai, grossi guai, che lo fanno finire in un esclusivo centro di disintossicazione. Mentre fervono i preparativi per la Settimana della Moda e l'atmosfera si carica di aspettative elettrizzanti - chi bacerà chi e chi indosserà cosa? - la perfida anonima continua a mietere vittime illustri: qualcuno si sta preparando per un San Valentino indimenticabile...

lunedì 1 febbraio 2010

All I want is everything di Cecily von Ziegesar

Natale è bello dappertutto, ma l’atmosfera che si respira nell’Upper East Side di New York è un’altra cosa. Nei lussuosi superattici e nelle scuole più esclusive della città è un gran fermento di novità e di segreti elettrizzanti… Che non rimarranno tali a lungo perché nel club dei ricchi, belli e famosi c’è una talpa, un’anonima bad girl che, puntuale come le interrogazioni in classe, svela i retroscena più folli e i pettegolezzi più succosi che riguardano Serena, Blair, Nate, Aaron, Vanessa & Company.
Il periodo è propizio per il gossip: con le vacanze alle porte, le notizie si susseguono a velocità vertiginosa. In Voglio tutto la bad girl rivela che, tra uno scatenato party prenatalizio nel nuovo locale trendy – dove scorrono fiumi di champagne e si provano i piaceri più proibiti – e orge di compere nelle esclusive boutique della Quinta Strada, Serena e Blair – le reginette dell’elitaria Costance Billard School – messi da parte gli ultimi screzi sono tornate ad essere amiche per la pelle. Blair è un po’ giù: è stata mollata da Nate e come se non bastasse l’ammissione alla prestigiosa università di Yale non è affatto sicura. Dal momento che la madre è in luna di miele, perché non raggiungerla e cercare di riprendersi dallo stress? E perché non chiedere a Serena di accompagnarla? Fra cocktail esotici e bagni di sole in topless Blair ritrova in men che non si dica la spensieratezza e il gusto di flirtare: ma quando sembra che tutto vada a gonfie vele… scopre con raccapriccio che presto avrà un fratellino nuovo di zecca!
Serena, la voglio tutto per eccellenza, non le è di grande aiuto. Lei ha altro per la testa. Anche al mare è sempre la regina di cuori: davanti a tanta bellezza nessun uomo può resistere e persino la rockstar del momento cade nella sua rete. Capodanno però è dietro l’angolo. Bisogna lasciar perdere la tintarella e tornare a casa per organizzare una festa strabiliante che per molti sarà difficile da dimenticare.