venerdì 29 gennaio 2010

You know you love me di Cecily von Ziegesar

Bentornati nell’Upper East Side di Manhattan, dove la gioventù dorata, i ricchi e viziati, vive in lussuosi superattici, frequenta scuole private esclusive e inganna la noia con feste, shopping, sesso e alcool. Il tutto in dosi massicce, ovviamente. Eccoli di nuovo, Serena, Blair, Nate, Aaron, Vanessa e i loro amici: non si negano nulla, ma certo quanto a bellezza e gusto non li batte nessuno. Ancora una volta, è la voce puntuale e schietta dell’anonima bad girl a rivelare i piccoli drammi quotidiani e i passatempi preferiti – non sempre leciti e nemmeno innocui – di Serena e compagni e ad alimentare con osservazioni pungenti perfide “lotte intestine”. Se la ventata di pettegolezzi che aveva spazzato la Billiard School con il ritorno di Serena dall’Europa, nel precedente romanzo Baciami sulla bocca, sembra essersi placata, non si può dire altrettanto dell’ondata d’invidia che ancora rode Blair e che l’ha spinta a complottare contro la bad girl più ammirata della scuola per isolarla dal “gruppo”. Come se non bastasse, questa volta ci si mette pure il destino a complicare le cose. Blair sta finalmente per raggiungere la meta tanto ambita – perdere la verginità – quando scoppia la bomba: sua madre torna a casa all’improvviso per annunciare il suo imminente matrimonio, e che Serena e Blair saranno le damigelle d’onore. Apriti cielo! Blair già non era entusiasta del divorzio dei genitori, in più non è esattamente una fan del nuovo fidanzato della madre, che ha pure un figlio – ci mancava solo un fratellastro tra i piedi – nonché un cane che non fa che litigare con il suo gatto. Pazienza… ma fare la damigella assieme a Serena proprio no! Il peggio però deve ancora arrivare: le due si incontrano dalla manicure per i preparativi alle nozze, e casualmente Blair viene a sapere che Nate – l’uomo della sua vita, anche se a dire la verità lui non la fila più di tanto – ha dormito con Serena…

giovedì 28 gennaio 2010

Happy Birthday Mr. Crazy Kaos!

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“Don’t change a Thing, you’re perfect as you are!”

"We can live forever if we try.It's up to you.Yeah you, and nothing's gonna stop us now.We're young... I stand for you"

mercoledì 27 gennaio 2010

Gossip girl di Cecily von Ziegesar

Benvenuti nell'Upper East Side, dove le Bad Girls della Manhattan-bene conducono una vita senza freni, tra carte di credito illimitate, feste, shopping selviaggio e una passione particolare per il sesso e gli eccessi alcolici. Sono loro le protagoniste di Bad Girls, la trasgressiva serie che ha turbato le coscienze puritane dei genitori d'America: teenager ricche e viziate, provocatorie e spregiudicate, false e invidiose...
La bad girl per eccellenza è una pungente voce anonima che sa tutto di tutti e racconta on-line le bravate del gruppo di amici che frequenta l'elitaria Constance Billiard School. Lei usa solo le iniziali per designare le sue vittime, ma ognuno è perfettamente in grado di riconoscere nei suoi scoop se stesso e gli altri. Blair, Jenny, Dan, Nate, Vanessa, Aaron ecco il gruppo: diciassettenni sofisticati, cosmopoliti e mondani, con un sacco di soldi in tasca, ma in realtà con gli stessi problemi di qualunque loro coetaneo meno fortunato: i genitori, il sesso, gli amici, la droga, la scuola, il cibo...

In Baciami sulla bocca, primo episodio di questa fortunata serie, al gruppo si aggiunge Serena, bad girl di ritorno dall'Europa dopo essere stata espulsa - pare - da un prestigioso collegio francese. A scuola si mormora che ne abbia combinate di tutti i colori nel vecchio continente, tra sesso, droghe, e, forse, anche una gravidanza interrotta. Di sicuro lei è sempre bellissima, ma con quei capelli così biondi e i profondi occhi blu che nascondono chissà quali segreti; la sua migliore amica Blair e le altre dovranno stare sul chi vive, perchè Serena - con quegli abiti troppo stretti e la risposta sempre pronta - rischia di renderle invisibili agli occhi dei ragazzi, liberi e non, e di fare strage di cuori. Compreso quello di Nate, il ragazzo di Blair, che con Serena però haavuto la sua "prima volta". Ma Blair non è certo disposta a farsi mettere in ombra...

domenica 24 gennaio 2010

Il club erotico del martedì di Lisa Beth Kovetz

Aimee, Margot, Brooke e Lux lavorano nello studio legale Warwick & Warwick di New York. Una è una moglie incinta trascurata dal marito, l'altra è una cinquantenne in carriera senza amici, la terza appartiene a una famiglia ricca, infine Lux è la segretaria giovane e bella e perciò oggetto di mille cattiverie: donne diversissime tra loro per stile di vita ed estrazione sociale, hanno in comune la passione per la letteratura e si ritrovano nella pausa pranzo a leggere insieme i loro nuovi componimenti, inevitabilmente di argomento sentimentale ed erotico. Ma questa piccante consuetudine sarà la scintilla che porterà le protagoniste a confrontarsi con i problemi e le esperienze di vita altrui, fino a che scopriranno, dopo qualche scontro anche molto aspro, l'importanza e la profondità del loro legame. Una storia frizzante, raccontata con pungente ironia, sui contrasti e le affinità che caratterizzano la nascita, sempre delicata e difficile, di un'amicizia femminile.

Il club erotico del martedì è un intelligentissimo e spassoso romanzo sui modi assurdi (ed estremamente interessanti) in cui si sviluppano i rapporti interpersonali. La trama scorre che è un piacere, divertente e intrigante e il personaggio di Lux è semplicemente un capolavoro.

lunedì 18 gennaio 2010

Blue Monday


«Odio i lunedì», cantava Vasco Rossi. E mai canzone potrebbe essere più azzeccata per spiegare la giornata di oggi, considerata il «Blue Monday» per eccellenza, ovvero il giorno più infelice e triste dell’anno.
Colpa di una serie di fattori contingenti – dal freddo polare di questi giorni ai conti in rosso per le spese di Natale, dalla consapevolezza che per ripianare i debiti serviranno molti soldi all’impossibilità di restare a casa dal lavoro vista la recessione - che spingono l’umore sotto i tacchi e fanno schizzare la depressione alle stelle. E che non ci sia possibilità di scampo lo dice anche la matematica, perché il «Blue Monday» è, infatti, il risultato di un’equazione ideata dal professor Cliff Arnall del «Centre for Lifelong Learning» , un’organizzazione inglese che effettua studi sulla qualità della vita, dove il parametro W indica le condizioni meteo, D i debiti contratti durante le feste, T il tempo trascorso dal Natale, Q la prossima busta paga ed M rappresenta un coefficiente emozionale legato all’incognita N, ovvero la voglia di reagire. E la conferma del fatto che oggi 18 gennaio siano davvero in pochi quelli che hanno voglia di alzarsi dal letto arriva da una ricerca condotta dall’inglese FirstCare, società che aiuta le aziende a combattere il fenomeno dell’assenteismo, particolarmente accentuato proprio in questa giornata. L’anno scorso, il «Blue Monday» fu il 19 gennaio, mentre il prossimo anno sarà il 17. Ma non disperate: come previsto sempre da Arnall con un’analoga formula matematica legata al trascorrere del tempo all’aria aperta (O), alla natura (N), all’interazione sociale (S), ai ricordi delle vacanze estive durante l’infanzia (Cpm), alla temperatura (T) e all’aspettativa delle vacanze in arrivo (He), a giugno festeggeremo il giorno più felice dell’anno. Non resta che preparare le calcolatrici.

sabato 16 gennaio 2010

L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

A Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Juliàn Carax, l'autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti parallelismi con la propria vita.

giovedì 14 gennaio 2010

Convention Supernatural

Roma 2/4 Aprile 2010. Hunter pass prenotato.
Winchester Brothers... stiamo arrivando!!!!

martedì 12 gennaio 2010

Miranda rules!

Se un uomo ha più di trent'anni ed è single ha qualcosa che non va. E' darwiniano: la natura li elimina affinchè non propaghino la specie.

lunedì 11 gennaio 2010

So darling save the last dance for me


22/05/2010 S&S all'Arena... Micheal can't wait to see you once again!!

sabato 9 gennaio 2010

Happy Birthday Mr. A!

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AJ McLean you're 32 now and you still look sexy as hell!

giovedì 7 gennaio 2010

Nei giardini che nessuno sa

Ti darei gli occhi miei, per vedere ciò che non vedi. L’energia, l’allegria, per strapparti ancora sorrisi. Dirti si, sempre si, e riuscire a farti volare, dove vuoi, dove sai, senza più quei pesi sul cuore. Nasconderti le nuvole, quell’inverno che ti fa male. Curarti le ferite e poi, qualche dente in più per mangiare. E poi vederti ridere, e poi vederti correre ancora. Dimentica, c’è chi dimentica Distrattamente un fiore una domenica E poi… silenzi. E poi silenzi.

mercoledì 6 gennaio 2010

Idiota

La gente non è cattiva. È idiota. È ben diverso.
La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o perché non approva il loro modo di divertirsi. Nel mondo c’è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.
(de L'ombra Del Vento - Zafon)

martedì 5 gennaio 2010

Sherlock Holmes

Sul finire dell'Ottocento, Londra è una città affascinante e pericolosa. Le novità tecnologiche attirano i cittadini più curiosi, ma il richiamo per l'occulto e il soprannaturale è altrettanto forte. Quando Sherlock Holmes e il fido dottor Watson consegnano l'assassino di giovani donne Lord Blackwood alla giustizia e, dopo aver assistito all'esecuzione capitale, assistono non di meno alla sua apparente resurrezione, Holmes è felice di potersi finalmente interessare di qualcosa alla sua portata. Tanto più che si è ripresentata a lui la bella Irene Adler, chiedendo il ritrovamento di un uomo che si scoprirà interrato nella bara di Blackwood. I casi si intrecciano, si aggrovigliano, sporcano gli abiti di fumo e di avventura.Guy Ritchie punta su un indirizzo ambizioso: 221B, Baker Street. Lente d'ingrandimento alla mano, smette di farsi sedurre dall'eccentricità per accumulazione (i tanti personaggi delle pellicole precedenti) e la trova, purissima, per “concentrazione” nella figura di Sherlock Holmes, così come fece capolino inizialmente sulle pagine di Conan Doyle, prima di rifarsi trucco e parrucco in seguito alle ingerenze dei lettori, della storia, della leggenda e del cinema stesso. Un uomo di straordinario acume e ugual passione per l'azione, ordinato mentalmente come nessun altro (se n'è fatto un “metodo”), che vive da bohemien nel disordine dei ritagli di giornale (la cronaca scandalistica), della polvere (bianca?) e dell'assenza di regolari abitudini, scazzottando alla bisogna a mani nude. Questo ritorno alle origini del personaggio –benché poi la sceneggiatura segua un plot originale- è una prima evidenza a favore del lavoro di Ritchie. Seconda, ma intimamente connessa, viene la scelta degli interpreti: il nuovo Holmes emerge, coerente e vigoroso, dalla zona di intersezione e sovrapposizione tra le caratteristiche romanzesche del detective di Conan Doyle e quelle reali e “biofilmografiche” di Robert Downey Jr., talento istrionico, uomo intelligente e contraddittorio, paladino iron(ico), non privo di invadenti fantasmi e noti (alle cronache) trascorsi. Al suo fianco, Jude Law è un dottor Watson con personalità, un passo indietro in quanto a genialità e spavalderia ma complice sincero, coinquilino avvenente, braccio (destro) e spalla (fuori e dentro la finzione) che valgono bene una scenata di gelosia, un tocco di isterismo, una manciata di voluta ambiguità. Rachel Mc Adams, infine, è “la donna”, furba e traditrice, unica fonte femminile di interesse per il nostro, in quanto caso irrisolvibile, abitante di quel territorio del diavolo - la criminalità elegante e scaltra - con cui il protagonista flirta tanto piacevolmente. Ma uno più uno, questa volta, non fa un due pieno. Qualche spacconeria di sceneggiatura, non poche lungaggini, dialoghi che promettono ma non conquistano, fermano lo spettatore dal fregarsi le mani e gli lasciano sul viso un sorrisetto sarcastico. Alla Holmes.

lunedì 4 gennaio 2010

So cosa provi

So che è difficile credere alle persone che ti dicono “so cosa provi”. Ma io so davvero che cosa provi. Vedi, stavo… frequentavo un uomo a Londra, lavoriamo per lo stesso giornale e poi ho scoperto che vedeva anche un’altra donna, Sarah, del reparto distribuzioni al 19° piano. E così ho scoperto che non era innamorato di me come credevo. Sto cercando di dire, che capisco com’è sentirsi piccoli e insignificanti quant’è umanamente possibile. E come può far male in punti che neanche sapevi di avere dentro di te. Non importa quante volte cambi il taglio di capelli, o in quante palestre ti iscrivi, o quanti bicchieri di Chardonnay bevi con le amiche, vai lo stesso a dormire ogni sera riesaminando ogni dettaglio e chiedendoti dove hai sbagliato. Come hai fatto a non capire. E come diavolo hai potuto pensare di essere tanto felice in quel momento. Ti capita anche di convincerti che lui capirà che cos’ha perso, e busserà alla tua porta. E dopo tutto questo, per quanto a lungo la storia possa durare, vai in un posto lontano, e conosci persone che ti fanno sentire di nuovo viva. E finalmente i pezzettini della tua anima si rimettono insieme, e tutta quella confusione, tutti gli anni della tua vita che hai sprecato, alla fine come per incanto svaniscono.
(The Holiday)