mercoledì 27 giugno 2007

RIFLESSIONI

E' da un po' che non scrivo niente, e complici le ferie della settimana scorsa la cosa si è allungata. Ho parecchie cose che mi frullano in testa e altrettante alle quali non so dare una risposta. In questo momento non so nemmeno io come mi sento, è alquanto strano. Vorrei mettere ordine ma vivo nel caos. Cosa che non è nemmeno poi così tanto straordinaria, dato che chi mi conosce sa che l'ordine (in alcune cose) non è proprio la mia priorità. E chi mi conosce sa anche che vorrei andare via di qui. Non per sempre, solo per un po'. Quanto basta per dimenticare lo stile di vita italiano e assimilarne uno nuovo. Non importa dove, importa come. E scoprire modi e usi di vita diversi dal mio, idee diverse dalle mie ma non per questo meno importanti. Peccato che tutto questo non si possa fare qui in Italia, paese di bigotti e persone che non vogliono il cambiamento e la modernità, ma solamente il regresso. Dove la sola cosa importante è come appari, e quanti soldi hai e se hai andato all'ultima festa che ha fatto Briatore sul suo fanta-billionario yacht. Perchè il cuore ha perso ogni importanza e i sentimenti sono cose "out". E allora voglio essere "out" e vivere tranquilla e in pace con me stessa. Non voglio sempre dover spiegare il mio comportamento. Voglio urlare quando ne ho voglia e piangere senza sempre spiegare il motivo. E soprattutto voglio ridere, ridere di gusto.

1 commento:

alberto ha detto...

Ciao !
Forse quello che hai scritto e descritto così bene, si potrebbe definire un:" Risveglio!"
Capita a molta persone (purtroppo non a tutti!)di guardare le cose con occhi diversi, quello che sembrava normale o tollerato non lo è più, si sente la necessità di cambiare vita.
Ci sono posti, persone,culture,albe e tramonti che meriterebbe di essere visti e conosciuti.
ti mando due righe , ed una lettera scritta da una persona di spettacolo (non ti dico chi è perchè è importante il significato,non chi l'ha scritta)
Io mi ci sono ritrovato, spesso la rileggo per ricordarmi che la vita è una sola .
Ciao un abbraccio. (scusa per gli errori e la punteggiatura)

le due righe :
Per il fatto di non essere obbligate a servire un tiranno, o
perché non sono né prigioniere né schiave, le persone si credono
libere. Sì, ma interiormente, come stanno esattamente le cose?
Spesso, sono come quegli animali legati a un palo con una corda
di qualche metro: credono di essere liberi perché la corda che
li trattiene lascia loro un pò di movimento; ma se vogliono
andare più lontano, scoprono che è impossibile.
Certo, chi non ha altra ambizione se non quella di soddisfare i
suoi appetiti materiali o i suoi desideri grossolani non si sente
limitato, ma il giorno in cui vorrà raggiungere delle regioni più
sottili e più spirituali, non potrà farlo, e sarà allora
obbligato a constatare quanto sia schiavo e impotente. La vera
libertà consiste nel non essere trattenuto da nessun legame sia fisico e soprattutto, psichico. "

LETTERA:
Ciao Silvano.
Dovrei iniziare questa lettera chiedendoti come stai ma leggendo le tue lettere diventa una domanda superflua. Neanche a farlo apposta ho pochissimo tempo per scriverti perché devo andare di corsa a fare un lavoro importante.
Da quando però ho condiviso un po' di Kirghisia con te mi chiedo molte cose, primo: perché sono sempre di fretta? Secondo parlando di quest’appuntamento: è veramente importante?
E’ successo qualcosa di strano con le tue lettere. All'inizio le ho lette come si legge una notizia curiosa su un quotidiano, poi invece mi sono accorto che sono cresciute dentro di me come un sentimento di risveglio.
Leggendo come si vive lì in Kirghisia ho notato tante cose assurde qui, che prima nemmeno notavo.
Mi sono accorto che, senza accorgermene, mi sono abituato a non vivere.
Silvano, sono stanco. Sono stanco fisicamente e mentalmente.
I miei impegni sono così lontani dalla vita e dalle cose che realmente vorrei fare e spesso faccio fatica a trovare stimoli per andare avanti.
Vivo nella speranza che arrivi presto il fine settimana per avere un po' di tempo libero per me ma poi quando ce l'ho spesso mi capita di non sapere come spenderlo. Non sono più abituato a stare con me stesso e ad ascoltarmi. Come sono potuto arrivare a questo? Come ho potuto permetterlo?
I pensieri che ho fatto in questo periodo grazie a te mi stanno dando la forza per progettare una nuova vita. Sto progettando una serie di cambiamenti e questi pensieri diverranno azioni. Sto già meglio.
Queste tue lettere mi hanno dato speranza. Mi hanno fatto immaginare la mia vita in un altro modo.
Verrò presto a trovarti e nell'attesa spero che la vita della Kirghisia arrivi fin qui, contagiando pezzo per pezzo tutto questo meraviglioso pianeta.
Ciao silvano vado a fare finta di essere coinvolto in qualcosa... ma ancora per poco.