martedì 29 giugno 2010

He was a friend of mine

La prima volta che lo vidi in TV non avrei mai pensato che sarebbe potuto morire così, e che mi sarebbe dispiaciuto.

Buon viaggio, Pietro...






"He was a friend of mine
Every time I think of him
I just can't keep from cryin'
'Cause he was a friend of mine

He died on the road
He died on the road
He just kept on moving
Never reaped what he could sow
And he was a friend of mine"

(He was a friend of mine - performed by Willie Nelson)

giovedì 24 giugno 2010

Go Big or go home

"GO BIG OR GO HOME"

Questo slogan lo potete trovare all'Ellis Park stadium (quello del film Invictus per intenderci). Dove la nazionale Sudafricana di rugby conquistò il titolo proprio davanti a Nelson Mandela. Vorrei poter dire che oggi abbiamo fatto nostra questa frase, ma purtroppo non posso.
Let's go home ITALY Italy

martedì 22 giugno 2010

I love shopping per il baby di Sophie Kinsella

Becky Bloomwood è più felice che mai. Lavoro e matrimonio vanno a gonfie vele e, soprattutto, è incinta! Tutto deve essere perfetto per la nascita del bambino. Non può certo mancargli una minuscola vestaglia Ralph Lauren, una culla con un sistema per il controllo della temperatura e un proiettore con ninnananna incorporato...
Ma Becky no si perde d'animo: lo shopping la aiuta a superare le nausee mattutine. E poi ci sono gli appuntamenti con la dottoressa Venetia Carter, la ginecologa delle star, che prepara al parto tra massaggi thai e fiori di loto. E che soprattutto è l'affascinante, magrissima, supertrendy e supersingle ex fidanzata di suo marito...


"E' una stronza con i capelli rossi e io la odio."

sabato 19 giugno 2010

Il piacere e la noia di Pedro Zarraluki

Giovane avvocato a Barcellona, Ricardo vive giorni difficili - Clara, la sua donna, lo ha piantato di punto in bianco - quando riceve di primo mattino una telefonata da Cristina, sua madre. Tomas, suo padre, annuncia Cristina, è sparito lasciando uno strampalato biglietto in cui ha manifestato l'intenzione di raggiungere il Tibet.
Una prospettiva davvero bizzarra per un uomo che, al tramonto della propria vita sessuale, ha commesso la stupidaggine di abbandonare la moglie per mettersi con una donna molto più giovane e ritrovarsi poi solo come un cane in uno squallido monolocale, seduto, come un vecchio risentito e debole, davanti al televisore. Cristina, che da quando è divorziata si cura con un'attenzione ossessiva, come se dovesse fare guerra a tutte le giovani donne dedite a rubare mariti, riferisce qualche tempo dopo a Ricardo che la polizia ha rintracciato la Opel di Tomas in un paesino a nord di Girona, e intima al figlio di mettersi immediatamente sulle tracce del vecchio genitore. Ricardo raggiunge in macchina il villaggio, e nel giro di qualche ora ritrova Tomas. O, meglio, ritrova fisicamente suo padre, ma stenta quasi a riconoscerlo. Del vecchio, malandato Tomas, rintanato in una casa vuota, stordito dalla solitudine e dalla noia, non vi è più traccia. Al cospetto di Ricardo si presenta un uomo che ha tutta l'aria di possedere una strana e spensieratà felicità. Un uomo gioviale, circondato da amici straordinari: Lola, una maitresse anarchica che gli stira i vestiti e gli prepara un caffè speciale nella pensione che gestisce con sapiente malizia; Marcelo, il grassone con una testa episcopale che legge continuamente i classici della letteratura a Paquita, la sua compagna cieca che passa le ore seduta davanti alla porta di casa, con una bottiglia di anice tra le foglie di un'ortensia; Irene, bella e formosa, con un'animalità primordiale nei movimenti; e, dulcis in fundo, l'italiana Barbara Baldova, una donna magnifica con un bel paio di occhi neri, profondi e scintillanti, una di quelle donne che non si possono guardare senza immagiare una vita complicata e appassionante.
Un mondo vivo, fatto di persone mature che non aspettano la morte, che non si abbandonano alla noia del tramonto della vita, ma scelgono il piacere di condividere nuovi amori, amicizie, legami, a dispetto del tempo che passa.

mercoledì 16 giugno 2010

Prince of Persia

Nei territori dell'antica Persia, il piccolo Dastan è un orfano che viene sorpreso dalle guardie imperiali a rubare una mela al mercato. Presente alla scena, il re Sharaman nota con ammirazione il coraggio e l'incredibile destrezza del ragazzo, decidendo così di risparmiargli la mano e di accoglierlo a palazzo. Sedici anni dopo, Dastan viene considerato un nobile principe di Persia assieme ai due diretti discendenti del re, Tus e Garsiv, anche se le sue abitudini restano quelle di un ragazzo del popolo. Quando lo zio Nizam annuncia che nella città santa di Alamut vengono nascoste armi per i nemici della Persia, i tre principi conducono un attacco alla città e la espugnano grazie soprattutto all'intervento di Dastan. La principessa di Alamut, la bella Tamina, respinge le accuse dell'esercito invasore, ma le sue maggiori preoccupazioni sono rivolte verso un pugnale dal manico in vetro sottratto durante la battaglia dal giovane principe.
Da quando la Disney ha deciso di sopperire al declino delle sue opere d'animazione lavorando in sinergia con il produttore di blockbuster Jerry Bruckheimer, la sintesi chimica che ne è venuta fuori ha visto unirsi il tocco magico delle fiabe con la frenesia adrenalinica di Bad Boys, il fantastico più mirabolante con il muscolare più spinto. Così, dopo la riscoperta del genere piratesco in funzione fantasy dei Pirati dei Caraibi e la caccia al tesoro intorno al mondo de Il mistero dei Templari, Disney e Bruckheimer lanciano un nuovo possibile franchise che attinge in parti uguali dal romanticismo delle avventure esotiche, dal mondo dei videogiochi e dai loro stessi patrimoni. La fonte d'ispirazione videoludica è un brand che permette di sviluppare una continuità tanto con l'universo di Topolino che con il fantasy-action più moderno: il principe Dastan di Jake Gyllenhaal è un Aladdin in carne e ossa dotato di un'agilità e una capacità di destrezza consentite unicamente dalla mobilità di un joypad, così come la storia magica che consente di riavvolgere il tempo e di scatenare un vero e proprio Armageddon di fuoco, vento e sabbia, pare fuoriuscire direttamente da un roboante finale di un'avventura disneyana. Non potendo contare né sul simpatico carisma del Capitan Sparrow, né sugli enigmi nascosti nella Storia statunitense, Mike Newell spinge al massimo le dinamiche apprese sul set di GHarry Potter e gioca sul continuo incalzare delle azioni. La prevalenza di piani stretti, il montaggio ipercinetico, perfino le schermaglie amorose di Dastan e Tamina fra una sequenza d'azione e l'altra: tutto è finalizzato a mantenere il fiato corto e a tenere alte le soglie dei sensi. Ma non è solo la componente dinamico-estetica a cercare di mantenere il passo accelerato della contemporaneità, ma anche la politica, che vede l'esercito del regno invadere una roccaforte iraniana perché sospettata di nascondere armi delle forze ribelli e un bislacco sceicco proprietario di struzzi da corsa lamentarsi della situazione dei piccoli imprenditori. L'atteggiamento spavaldo e rutilante si impegna da solo a lasciare il segno, ma alla fine pare proprio che il destino della propria avventura sia scritto sulla sabbia.

domenica 13 giugno 2010

venerdì 11 giugno 2010

Waka Waka



Tsamina mina eh eh
Waka Waka eh eh
Tsamina mina zangalewa
Anawa aa
This time for Africa